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Nottetempo: I sassi

L'ultima apparizione di José Bergamín

di Bompiani Ginevra

editore: Nottetempo

pagine: 29

I giochi di parola di Bergamin erano veramente intrepidi: non rovesciavano una parola in un'altra, ma Dio nel diavolo: erano l
3,00

Un gatto per Natale

di Elisabetta Rasy

editore: Nottetempo

pagine: 37

"C'era qualcosa di disperato e insieme indomito in quel gatto, qualcosa che colpiva al cuore. Benché fosse smilzo come un gatto da tempo affamato e con il pelo un po' sgualcito dalla vita di strada, camminava fiero e impavido, col suo mantello nero e le zampe e il viso bianchi, simile alla figura di un inchiostro giapponese".
3,00

Scrivimi

di Rasy Elisabetta

editore: Nottetempo

pagine: 37

La sincerità delle ultime parole tra un uomo che sta morendo e la donna che lo assiste
3,00

La patria

di Patrizia Cavalli

editore: Nottetempo

pagine: 26

"Più che bellezza: è un'appartenenza elementare, semplice, già data. Ah, non toccate niente, non sciupate! C'è la mia patria in quelle pietre, addormentata." Il libretto contiene anche la poesia L'angelo labiale.
3,00

La Chiesa e il regno

di Giorgio Agamben

editore: Nottetempo

pagine: 19

Nella teologia cristiana la sola istituzione che non conosce fine né tregua è l'inferno. Per questo il modello politico odierno, che pretende a una economia infinita del mondo, è propriamente infernale. Se la Chiesa perde la sua vocazione messianica e il suo rapporto con la fine, può solo perdersi nel tempo. Questa conferenza, pronunciata nella cattedrale di Notre-Dame di Parigi l'8 marzo 2009, è una meditazione sul senso politico delle cose ultime.
3,00

Certi pomeriggi non passano mai

di Mario Fortunato

editore: Nottetempo

pagine: 47

"Scritta da chi è puntuale fino alla mania, che cosa vuol dire questa frase: "Passerò nel primo pomeriggio"? Qual è il primo pomeriggio, quando comincia, quando finisce?" Un uomo aspetta in casa la persona che ama, ma questa non arriva. Eppure si tratta di una persona puntuale, precisa. I minuti passano, passano le ore. Nell'attesa si disegnano le linee di una passione travolgente e inconsueta. Ma intanto nessuno si fa vivo. Che cosa è accaduto? Se Roland Barthes, nei suoi Frammenti di un discorso amoroso, ha fissato nella figura dell'attesa la fatale identità dell'innamorato, in "Certi pomeriggi non passano mai" Mario Fortunato ne restituisce il racconto vivo e vissuto - quel miscuglio di azioni, pensieri e parole che fa di ogni amante l'essere piú irragionevole ma anche piú lucido, che sia dato conoscere.
3,00
17,50

Quando cadono i muri

editore: Nottetempo

pagine: 35

La tentazione del muro non è nuova
3,00

La foto di Moro

di Marco Belpoliti

editore: Nottetempo

pagine: 24

Marco Belpoliti esamina le due foto di Aldo Moro diffuse dalle Brigate Rosse per testimoniare della sua prigionia e del suo stato in vita, la prima del 19 marzo 1978, tre giorni dopo il sequestro, e l'altra di venerdì 21 aprile. Nella prima lo statista appare con il volto stanco e rassegnato, la testa reclinata e il colletto della camicia sbottonato. L'effetto perseguito è quello di abbassare un uomo di potere al ruolo di uomo comune, quasi fosse un sovrano detronizzato, cogliendolo in una posa della sfera privata, quasi intima. Il 21 aprile i giornali riportano una sorta di meta-fotografia, in cui Moro tiene in mano una copia della Repubblica del giorno 19: il titolo è "Moro assassinato?". Secondo le indicazioni di Roland Barthes e di John Berger, Belpoliti decifra per noi il messaggio deliberato dei fotografi carcerieri e quello sotterraneo che Moro ci indirizza attraverso lo sguardo rivolto all'obiettivo. A trent'anni dall'assassinio Moro, Marco Belpoliti interpreta queste immagini come una comunicazione pubblicitaria e insieme come le foto più "vere" di Aldo Moro. "Da trent'anni, ogni volta che rincontro quella foto, ho l'impressione che l'uomo politico democristiano continui a guardarci negli occhi..."
3,00

Che cos'è il contemporaneo?

di Giorgio Agamben

editore: Nottetempo

pagine: 28

Che cosa significa essere contemporanei? Di chi e di che cosa siamo contemporanei? Agamben prova a rispondere a queste domande mettendo in tensione e quasi in corto circuito una serie di esperienze familiari: l'arcaico e il moderno, l'attuale e l'intempestivo, il tempo e la moda, il buio e la luce. Contemporaneo non è colui che cerca di coincidere e adeguarsi al suo tempo, ma chi aderisce a esso attraverso una sfasatura e un anacronismo; non chi vede le luci del suo tempo, ma chi riesce a percepirne l'oscurità. Finché, seguendo le spiegazioni che l'astrofisica moderna dà del buio del cielo notturno, l'autore disegna l'immagine di un nuovo angelo della storia: una luce che viaggia velocissima verso di noi senza mai poterci raggiungere.
3,00

L'amico

di Giorgio Agamben

editore: Nottetempo

pagine: 40

L'amico, che è da sempre così intimamente legato alla filosofia da essere parte del suo stesso nome (filos è il nome greco di amico), è diventato invece oggi qualcosa come un partner scomodo e clandestino, che facciamo fatica a riconoscere e a pensare. Risalendo in un rapido scorcio fino ad Aristotele, Agamben ritrova il luogo dell'amicizia non nel rapporto fra due individui, ma nella sensazione stessa di esistere, come una con-divisione e un co-sentimento che segna con la sua dolcezza il vivere stesso. Con l'amico non condividiamo semplicemente qualcosa (un luogo, una legge, una tradizione) ma la vita stessa. Per questo l'amico è un "altro io", per questo l'amicizia apre lo spazio di una comunità e di una politica che precedono ogni identità e ogni condivisione.
3,00

Elogio del crimine

di Karl Marx

editore: Nottetempo

pagine: 24

Questo testo, scritto da Marx fra il 1860 e il 1862 è stato solitamente aggiunto dai curatori alla "Teoria del plusvalore" nel quarto volume de "Il "Capitale". Il ragionamento è semplice: così come il filosofo produce idee e il poeta versi, il criminale, non solo produce crimini, ma tutto un apparato importantissimo ed essenziale alla società: il criminale è infatti l'origine del diritto penale e del professore di diritto penale, dell'apparato poliziesco e giudiziario, del sentimento morale e tragico, dei trattati e dei legislatori.
3,00

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