Pazzini: Al di là del detto
Il male. Tra banalità e abisso
editore: Pazzini
pagine: 122
Il male è comune, capillare, "umile", si insinua dappertutto, cambia aspetto nelle sue continue metamorfosi
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Bibbia e cibo. L'etica alimentare nell'ebraismo e cristianesimo
di Davide Assael
editore: Pazzini
pagine: 96
Al centro del dibattito pubblico attuale, le norme alimentari ebraiche coinvolgono sia l'aspetto etico (la sofferenza dell'ani
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Dieci anni dopo. Per una teologia della resistenza (1933-1942)
di Dietrich Bonhoeffer
editore: Pazzini
pagine: 100
Dieci anni dopo è un testo breve e intenso che Dietrich Bonhoeffer mandò agli amici più intimi poco prima d'essere arrestato d
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La spiritualità di Aldo Moro. Nelle lettere dalla prigionia
di Giancarlo Loffarelli
editore: Pazzini
pagine: 124
È stato scritto moltissimo sulla vicenda del sequestro di Aldo Moro e della strage degli uomini della scorta, molto sulla sua
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Maria Zambrano. Nascere. Dis-nascere. Rinascere
di Maria Forte
editore: Pazzini
pagine: 98
L'esilio è l'evento fondamentale che ha segnato la biografia della filosofa spagnola Maria Zambrano
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Elogio del limite. Dalla separazione alla relazione
di Davide Assael
editore: Pazzini
pagine: 80
Esistono limiti e limiti
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Ignazio Silone. Cristo oltre la Chiesa
di Cosimo Posi
editore: Pazzini
pagine: 120
La tensione utopica che attraversa la vicenda esistenziale e la scrittura di Ignazio Silone, nella molteplicità delle forme in
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Emmanuel Lévinas. L'epifania del volto
di Vincenzo Di Marco
editore: Pazzini
pagine: 116
La filosofia occidentale nasce come negazione dell'Altro. È solo con Emmanuel Lévinas (l906-1995) che l'Altro diventa oggetto di una riflessione "rivoluzionaria". A partire dal suo saggio Totalità e infinito, non è più l'io a comandare. Il confronto con l'alterità è descritto come "epifania del Volto": linguaggio spiazzante e dissonante che mette in crisi il soggetto trionfante. Qualcosa di traumatico irrompe nel suo mondo tranquillo e pacificato che, dall'ordine dell'essere, lo innalza all'ordine della bontà. Il Volto d'altri è presentato come "nudità d'essere" e "vulnerabilità", intese non come debolezza ma come forza e capacità di resistere all'annientamento. Se la Totalità dell'essere è autoreferenzialità e chiusura, l'Infinito, al contrario, è apertura al mistero dell'Altro, che è l'impossedibile e l'inesauribile.
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