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Pendragon: Le sfere

Pasolini sulla strada di Tarso. La conversione del poeta di Casarsa

di Ilario Quirino

editore: Pendragon

pagine: 491

In questo testo l'autore ripropone, in una versione nuova, corretta e aggiornata, i risultati della sua trentennale ricerca
24,00

«Vincendo i venti nemici». Lettere 1959-1982

editore: Pendragon

pagine: 137

Dal carteggio tra Roberto Roversi e Vittorio Sereni - sessanta lettere finora inedite e ritrovate presso la Fondazione Mondado
16,00

Storie di editori e tipografi nella Napoli dell'Ottocento

editore: Pendragon

pagine: 319

I saggi raccolti in questo volume confermano la ricchezza dell'editoria napoletana e la grande abilità delle sue maestranze, m
32,00

Sciascia moderno. Studi, documenti e carteggi

di Fabio Moliterni

editore: Pendragon

pagine: 221

Gli studi compresi in questo volume tentano di mettere in evidenza lo sfondo moderno o neomodernista, le diramazioni nient'aff
16,00

Tra crisi e riscatto. Elsa Morante legge Ernesto De Martino

di Angela Di Fazio

editore: Pendragon

pagine: 236

Un profilo di Elsa Morante, lettrice di etno-antropologia, a partire dai rilievi su un corpus di opere organiche alla ricerca
18,00

Figure dell'anomalia. La costruzione del personaggio nell'Italia dell'Otto e Novecento

editore: Pendragon

pagine: 214

Punto di arrivo di un percorso di ricerca durato tre anni, i saggi qui riuniti indagano la costruzione dei personaggi letterar
18,00

Critica del nonostante. Perché è ancora necessaria la critica letteraria

di Guido Guglielmi

editore: Pendragon

pagine: 156

"Oggi i linguaggi si sono moltiplicati. Si è accresciuta la loro potenza. E il mercato è divenuto una specie di nuova Natura. Si è rimitizzato. Tutta la modernità peraltro è un processo di rimitizzazioni e demitizzazioni. E la critica e la scienza restano il paradigma fondativo della nostra cultura. Avremo quindi bisogno di nuove mappe. Ma possiamo dire che non siamo usciti dalla modernità. Il moderno progredisce ritornando su se stesso, ritrovando la via, riscoprendo la critica" affermava Guido Guglielmi in un saggio centrale del 1997, riproposto in questo volume assieme ad altri sulla teoria della letteratura e sui grandi narratori che hanno segnato la modernità, da Svevo a Joyce, da Beckett a Volponi. Nel nostro presente sempre più esposto al vacillare di punti di riferimento in grado di interpretarne la complessità, non può che fare bene riascoltare, a quasi quindici anni dalla scomparsa, le riflessioni di quel pensatore dalla mente acutissima, che credeva nella forza del dialogo, nella vitalità di una ricerca da compiere assieme.
14,00

Johann Wolfgang Goethe. La vita come opera d'arte

di Paola Giovetti

editore: Pendragon

pagine: 294

Quella di Johann Wolfgang Goethe (1749-1832) è una personalità complessa e affascinante. Nella sua lunga vita, oltre a scrivere opere immortali, si è occupato a livelli altissimi di ogni possibile tematica, da quelle artistiche (letteratura, poesia, arti figurative, archeologia, numismatica, musica, teatro) a quelle scientifiche: meteorologia, geologia, studio dei colori e osteologia, dove fece importanti scoperte. Della botanica fu tale conoscitore da poter essere ritenuto un precursore di Darwin. Fu ministro e consigliere segreto del duca di Weimar e come tale svolse un'intensa attività politica e amministrativa; progettò per il ducato parchi ed edifici, creò biblioteche e orti botanici. Fu ottimo disegnatore nonché organizzatore di feste e passatempi per la corte di Weimar. Concreto e realista, credeva nell'azione creativa, nell'operosità instancabile; aspirava a un ideale di uomo alla ricerca di ogni possibile esperienza per superare la sua innata limitatezza, e desideroso di indagare i misteri dell'anima e del mondo.
16,00

Editori e tipografi a Napoli e in Sicilia nell'Ottocento

editore: Pendragon

pagine: 360

I contributi raccolti in questo volume intendono ampliare la ricerca sulla storia dell'editoria napoletana e siciliana nell'Ottocento mettendo a fuoco i problemi, le difficoltà, i ritardi, ma anche la notevole capacità di resistere e di tenere il passo delle profonde innovazioni adottate dall'industria tipografica. Un panorama non certo uniforme, che ad ampie zone geografiche in difficoltà contrapponeva altre che riuscivano, invece, a competere con regioni più economicamente sviluppate d'Italia e d'Europa. L'unificazione italiana diventerà il momento di svolta non più eludibile per affrontare i problemi irrisolti. Un tratto importante del volume è l'attenzione dedicata alla Sicilia e alla sua storia tipografica ed editoriale nello sforzo di rappresentarla in tutte le sue sfaccettature e realtà.
24,00

Il codice del corpo. Genere e sessualità nella letteratura italiana del Novecento

di Bazzocchi Marco A.

editore: Pendragon

pagine: 255

La letteratura, soprattutto narrativa, racconta il mondo, i fatti, le avventure, e lo fa attraverso i personaggi, i loro compo
15,00

Giorgio Manganelli. Emblemi della dissimulazione

di Filippo Milani

editore: Pendragon

pagine: 268

In tutte le sue opere Giorgio Manganelli ha praticato molteplici forme che si collocano tra il labirinto e il magma. Per entrare nel labirinto, o per percorrere il magma, sono necessari strumenti di precisione: questo libro adotta le strategie della retorica, le immagini e gli emblemi per riuscire a muoversi dentro una scrittura costituzionalmente "barocca". E cerca di individuare i modi con cui l'autore ha organizzato linguisticamente l'indistinto, a cominciare dalle sue poesie giovanili, giungendo a elaborare un cerimoniale complesso e ramificato che di volta in volta lo ha messo in rapporto con i suoi contemporanei, non solo gli scrittori neosperimentali ma anche autori assai diversi da lui, come Pavese, Gadda e Camporesi.
18,00

L'uomo tedesco come sintomo

di Robert Musil

editore: Pendragon

pagine: 116

"Trattare l'uomo tedesco come sintomo significa porre il problema della civilizzazione ". In questo saggio incompiuto, del 1923, Musil mette a tema l'impossibilità di una ideologia dominante. Distrutta ogni fede, ogni regola di vita, rimasto privo di una cultura, l'uomo crolla: ne rimangono solo i sintomi. Contando sulle qualità più meschine dell'uomo, il capitalismo plasma e concentra le forze: è l'immane organizzazione dell'egoismo al ribasso. Il lavoro oggi è il nesso fondamentale e il denaro è la misura di tutte le cose. Nel vuoto ideologico, sorge quindi l'uomo dei fatti: politico, commerciante, ingegnere - sottile bilanciamento di calcolo e volontà, razionalità e irrazionalità. La mentalità calcolante poggia però sempre su un coacervo di congetture, approssimazioni, desideri. Inutile cercare soluzioni di retroguardia nel passato: la nuova teoria all'altezza dei tempi è il teorema dell'assenza di forma, antesignano dell'uomo senza qualità.
14,00

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