Rizzoli: Saggi italiani
A Gerusalemme
di Fiamma Nirenstein
editore: Rizzoli
pagine: 211
Capitale simbolica del mondo, amata di un amore possessivo e totalizzante da ciascuna delle tre grandi religioni monoteistiche, bella come un paesaggio e complessa come un organismo vivente, Gerusalemme si può capire solo con una guida che abbia dedicato la vita a leggerne gli spazi e la storia. Fiamma Nirenstein, parlamentare e giornalista esperta di problemi mediorientali, ci accompagna nei quartieri della Città Vecchia, per i mercati e le piazze, fra mendicanti profeti, donne velate, turisti e commercianti; e oltre le mura, tra i nuovi edifici simbolo della ricostruzione, per i negozi, i teatri, i musei e i caffè degli intellettuali, illuminando i contrasti della moderna e cosmopolita capitale d'Israele. Alla storia di distruzione e rinascita della città si intreccia quella della famiglia dell'autrice, dalla lezione del padre, un "ebreo pioniere" giunto a Gerusalemme dalla Polonia degli anni Trenta insieme alla Giovane Guardia Socialista, alle avventure dei suoi affetti familiari in una città così suggestiva e difficile al contempo, oltre alle riflessioni sulla storia e sul suo mestiere di inviata: le conseguenze della Guerra dei Sei Giorni, l'incubo dell'Intifada, l'attacco a Israele durante la Guerra del Golfo, il futuro della città più contesa del mondo.
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Spezzare le catene
La battaglia per la dignità delle donne
editore: Rizzoli
pagine: 141
Siamo tutti responsabili del disagio umano e sociale che lacera il nostro Paese e suor Eugenia Bonetti l'ha imparato lottando
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All'origine della pretesa cristiana
Volume secondo del PerCorso
di Giussani Luigi
editore: Rizzoli
In questo secondo volume del suo PerCorso, don Giussani mostra il passaggio dal senso religioso in generale all'avvenimento di
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Dialogo tra uno psichiatra e il suo paziente
di Andreoli vittorino
editore: Rizzoli
pagine: 213
Undici sedute di psicoterapia raccontate e vissute in un dialogo incalzante tra uno psichiatra e il suo paziente
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Ricordi sott'odio. Ritratti taglienti per cadaveri eccellenti. Ediz. illustrata
di Montanelli Indro
editore: Rizzoli
pagine: 218
È risaputo
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Uomini che uccidono le donne
Da Simonetta Cesaroni a Elisa Claps storie di delitti imperfetti
editore: Rizzoli
pagine: 242
ogni otto minuti nel mondo una donna viene assassinata
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Per affari e per amore. Gli italiani e le assicurazioni dal Risorgimento a oggi
di Vittorio Bruno
editore: Rizzoli
pagine: 232
Un secolo e mezzo prima del Risorgimento Daniel Defoe, autore di "Robinson Crusoe", osservava che tutto quel che c'era da inventare in fatto di affari, mutue, banche e assicurazioni gli italiani lo avevano già inventato da un pezzo. Il fiuto per gli affari dei nostri connazionali non risale certo all'Unità d'Italia, già nel Rinascimento i banchieri genovesi, fiorentini e veneziani avevano trovato il modo di assicurare i preziosi carichi di merci in navigazione sui mari del pianeta garantendosi cospicui indennizzi nel caso delle (frequenti) avversità. Le mirabolanti avventure dei protagonisti del Risorgimento da Mazzini, Garibaldi, Cavour ai giorni nostri sono rilette in questo volume nella cornice della storia della finanza e delle assicurazioni. Una storia fatta di avventure, segreti e insospettabili protagonisti di un'Italia finalmente unita anche perché da sempre c'è stato chi si è industriato a far soldi sapendo dove trovarli e come investirli.
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Per Elisa. Il caso Claps: 18 anni di depistaggi, silenzi e omissioni
editore: Rizzoli
pagine: 453
Il 12 settembre 1993, a Potenza, scompare Elisa Claps, 16 anni. Alla sua amica Eliana ha detto di doversi allontanare solo pochi minuti per incontrare alla chiesa della SS. Trinità Danilo Restivo, un ragazzo un po' strano, poco più grande di lei, che da tempo la corteggia. Da allora, più nulla. Per diciassette lunghi anni i familiari si sono battuti per la verità, fino al 17 marzo 2O1O, quando il cadavere della ragazza viene ritrovato proprio nel sottotetto della chiesa in cui era sparita. Possibile che nessuno abbia mai perquisito quei locali? E perché il principale indiziato è entrato nel registro degli indagati solo dopo essere stato fermato dalla polizia inglese nel 2OO2 con l'accusa di omicidio volontario di Heather Barnett? Leggerezze nelle indagini o tentativi di coprire? Come mai anche il Sisde si è occupato del caso? Chi aveva interesse a nascondere la verità?
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Il quarto comandamento. La vera storia di Mario Francese che sfidò la mafia e del figlio Giuseppe che gli rese giustizia
di Francesca Barra
editore: Rizzoli
pagine: 174
Palermo 1979. Sdraiato sull'asfalto, sotto un telo bianco che lascia intravedere lineamenti familiari, c'è un uomo che è morto per una colpa imperdonabile: ha parlato. Quell'uomo si chiama Mario Francese e per primo ha osato scrivere della trasformazione imprenditoriale di Cosa Nostra, degli interessi mafiosi intorno alla ricostruzione del Belice terremotato e alla realizzazione della diga di Garcia. Suo figlio Giuseppe quel giorno ha dodici anni. Sente sei colpi di pistola, scende in strada e vede il corpo del padre gettato nel parcheggio. A distanza di vent'anni ha cercato testimonianze, ha raccolto materiali, si è fatto giornalista investigativo per regolare i conti col passato. E alla fine è riuscito a far condannare mezza Cupola: Bagarella, Riina, Provenzano, esecutore e mandanti della morte del primo cronista a fare il nome di Totò Riina su un giornale. Ma purtroppo anche per Giuseppe è in agguato un terribile epilogo. Come due fili intrecciati, le loro vite seguono una traiettoria simile, un percorso che condurrà entrambi a una morte prematura. Questo libro ricostruisce la vicenda che portò all'uccisione di Mario Francese, raccontando al contempo la storia di un padre e di un figlio e di un'intera famiglia - spezzata dalla violenza della mafia. E restituisce alla coscienza collettiva un patrimonio di onestà che il tempo non può e non deve cancellare.
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La pena di morte italiana
di Samanta Di Persio
editore: Rizzoli
pagine: 243
Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi sono morti in circostanze oscure dopo l'arresto da parte delle forze dell'ordine. Casi ormai emblematici che grazie allo sforzo delle famiglie sono arrivati in tribunale. Ma per poche storie che hanno conquistato le prime pagine dei quotidiani, ce ne sono molte altre che l'opinione pubblica ha dimenticato o ignorato. Come quella di Niki Aprile Gatti, arrestato per una frode informatica in cui è coinvolta la società dove lavora. Unico tra i 18 accusati, accetta di collaborare, e cinque giorni dopo viene trovato impiccato in prigione. Come può un laccio da scarpe aver retto il peso di un ragazzo di 92 chili? E Fabio Benini, morto a trent'anni di infarto alle Vallette di Torino: soffriva di anoressia, aveva perso 50 chili e collassava due volte al giorno, perché nessuno ha saputo intervenire? Non bastano il sovraffollamento e l'inadeguata assistenza psicologica e sanitaria a spiegare queste storie: spesso sono proprio le forze dell'ordine a macchiarsi di omissione di soccorso, abusi e violenze contro i detenuti che dovrebbero proteggere e rieducare. In questo racconto di troppe morti sospette, Samanta di Persio ricostruisce, attraverso verbali e testimonianze dei famigliari, gli episodi più inquietanti, fa il punto sulle indagini in corso e denuncia il silenzio delle istituzioni. Perché l'Italia per legge non ammette la pena di morte e la tortura, ma forse le tollera quando avvengono dietro le sbarre. Prefazione di Beppe Grillo.
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Lettera a un amico antisionista
di Pierluigi Battista
editore: Rizzoli
pagine: 119
Il blocco di Gaza e il sanguinoso assalto alle navi turche hanno riportato la questione israeliana al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica. E inevitabilmente sono finite in un unico calderone la condanna dell'aggressione, il sostegno alla causa palestinese e il rifiuto radicale delle ragioni di Israele, con tanto di boicottaggio nei supermercati ai prodotti alimentari. Per un osservatore come Pierluigi Battista, chi - a destra e a sinistra - si professa "antisionista" troppo spesso è semplicemente antisemita. Quali sono i motivi dell'ostilità? Perché critiche lecite sfumano così facilmente in un odio secolare? E perché i cosiddetti pacifisti sono pronti ad armarsi di luoghi comuni (e non solo) contro uno Stato e un popolo che difende solo il proprio diritto all'esistenza?
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Brutte notizie. Come l'Italia vera è scomparsa dalla TV
di M. Luisa Busi
editore: Rizzoli
pagine: 267
C'è quella da cartolina, dove si mangia bene e i problemi non esistono o, alla peggio, si risolvono da soli. E c'è poi un'altra Italia fatta di povertà emergenti o consolidate, di disoccupazione e precariato, di mercificazione delle donne, di conflitti d'interesse, di uso politico dei media. In un Paese normale, un giornalista del servizio pubblico dovrebbe avere il diritto (e il dovere) di raccontare tutto questo. Ma da noi non funziona più così. Lo dimostra Maria Luisa Busi, volto di punta del Tg1 delle 20 che, dopo anni di carriera, nel maggio 2010 ha lasciato la conduzione, perché non condivideva la linea editoriale del nuovo direttore. "Brutte notizie" spiega come il telegiornale più seguito, quello che per vocazione dovrebbe dare spazio a tutte le voci e le idee, è venuto meno al suo compito. Facile ottimismo, montaggio delle notizie spesso tendenzioso, informazione che si snatura in intrattenimento: così, quello che dovrebbe essere lo specchio fedele di un Paese deforma la realtà quotidiana di un'Italia stretta nella morsa della crisi economica e sociale. Un libro che è un atto d'accusa dei meccanismi di manipolazione, ma diventa anche denuncia delle notizie oscurate - dalle condizioni dei terremotati dell'Aquila alla propaganda mediatica sull'immigrazione, dall'affaire Alitalia alle vite scritte a matita di milioni di precari e senza lavoro - e restituisce finalmente voce agli invisibili di cui alcuni non vogliono sentire parlare.
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