La personalità di Cesare Cesariano (Milano, 1475-1543) è tra le più significative del Rinascimento artistico e architettonico padano. Cresciuto all’ombra di Bramante e Leonardo, Cesariano svolse la sua prima attività di pittore tra Ferrara, Reggio e Parma. Rientrato a Milano attorno al 1513, lavorò per il Duomo e per il Castello di Porta Giovia. Ma il suo principale impegno fu il volgarizzamento del De Architectura di Vitruvio accompagnato da un fitto commento testuale e iconografico. L’edizione uscì nel 1521 dalla tipografia comasca di Gottardo da Ponte. L’opera risulta essere il primo volgarizzamento a stampa del trattato augusteo, per di più accompagnato da un apparato che ne accentuava gli intenti di attualizzazione nell’ambito del rinascimento non solo lombardo, come attesta la fortuna su scala europea delle sue illustrazioni.
Gli atti del Seminario di Studi «Cesare Cesariano e il classicismo di primo Cinquecento tra Milano e Como» (Varenna, 7-9 ottobre 1994), curati da Maria Luisa Gatti Perer e Alessandro Rovetta, offrono un articolato profilo dell’artista-teorico e del contesto che ne accompagnò la multiforme attività. Segue l’edizione moderna del primo libro del Vitruvio «translato, commentato e affigurato», curata da Alessandro Rovetta. Lo studio sistematico delle fonti e dei contenuti teorici, verificato sull’analogo tentativo sorto attorno a Raffaello, offre uno spaccato della cultura milanese di primo rinascimento dove mondo artistico e mondo umanistico si fondono per un’inedita immagine professionale dell’architetto.
Cesare Cesariano e il classicismo di primo Cinquecento
| Titolo | Cesare Cesariano e il classicismo di primo Cinquecento |
| Autore | Alessandro Rovetta |
| Curatore | Maria Luisa Gatti |
| Collana | Università/Storia/Bibliotheca erudita |
| Editore | Vita e pensiero |
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| Pagine | 616 |
| Pubblicazione | 1996 |
| ISBN | 9788834304945 |
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