Nell'era del neuroimaging e della tecnologia medica è ancora importante conoscere la semeiotica neurologica? La storia dei segni che attraverso l'esame obiettivo del malato hanno consentito in passato e consentono ancora oggi di formulare una precisa diagnosi, non è solo la rievocazione di momenti esaltanti del percorso che ha permesso a valenti medici di legare il loro nome a manovre cliniche o a specifiche patologie. Comprendere il significato di ogni segno neurologico presuppone conoscenza anatomo-fisiologica, richiede capacità di sintesi clinica, predispone alla necessità di porsi sullo stesso piano del malato. Una gestione condivisa e più umana del rapporto medico-paziente è indispensabile al neurologo per esercitare la sua arte, quanto è essenziale al malato per comprendere il percorso verso la possibile guarigione. La progressiva scoperta dei segni descritta in questo volume, che ha determinato il passaggio da una neurologia empirica a una scientifica, è un'occasione per sollecitare il neuroscienziato clinico a usare le neurotecnologie non in sostituzione ma a conferma del corredo semeiotico della patologia.
Alla ricerca dei segni perduti
| Titolo | Alla ricerca dei segni perduti |
| Sottotitolo | La diagnosi in neurologia |
| Argomento | Scienze Umane Psicologia |
| Collana | Biblioteca di testi e studi |
| Editore | Carocci |
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| Pagine | 148 |
| Pubblicazione | 2011 |
| ISBN | 9788843062041 |
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