Marie-Mélina se ne va. Non sa perché, ma in una grigia giornata d'inverno ha deciso di lasciare tutto e partire. Occorre preparare il viaggio. Dove andrà? Marie-Mélina apre il Grande Atlante e comincia a sognare: il Sud, Tolone, Marrakesch. Ma perché partire? Abbandona il Grande Atlante e si avvicina alla finestra della sua casa per guardare il paesaggio nevoso, la quotidianità, i segni di un passato ora familiare ora crudele. Il sogno comincia a svaporare e la memoria invade i pensieri. Così per Marie-Mélina ha inizio una lunga e intensa conversazione con le figure del suo passato: i nonni, la madre, il padre, soprattutto con le ferite dell'infanzia e della giovinezza. Ogni tanto torna la voce che le suggerisce di partire, ma Marie-Mélina non riesce a immaginare un futuro libero se prima non ha affrontato i propri fantasmi. E allora riprende la sua conversazione. Si affollano le immagini di un Natale in famiglia, di una festa in campagna, di un tenero incontro d'amore, della malattia di sua madre, del secondo matrimonio di suo padre. Vengono a galla i sensi di colpa e i rimpianti per le occasioni perdute. E alla fine, quando i suoi conti con il passato si sono chiusi, Marie-Mélina capirà che forse per essere felici non serve fare le valigie.
Marie-Mélina se ne va
| Titolo | Marie-Mélina se ne va |
| Autore | Amélie Plume |
| Traduttore | G. Orelli |
| Collana | Scrittori |
| Editore | Casagrande |
| Formato |
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| Pagine | 112 |
| Pubblicazione | 2003 |
| ISBN | 9788877133717 |
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