Casagrande: Scrittori
Un incrocio. Racconti scelti e illustrati da Leo Maillet
di Franz Kafka
editore: Casagrande
pagine: 88
Tredici microracconti di Kafka scelti e illustrati dall'artista Leo Maillet in una pregiata edizione che esce nel centenario d
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Le malorose. Confidenze di una levatrice
di Sara Catella
editore: Casagrande
pagine: 88
Valle di Blenio, 1912
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Andarsene
di Peter Stamm
editore: Casagrande
pagine: 144
Lasciare la propria casa, la famiglia, il lavoro
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Il mostro e altre storie
di Agota Kristof
editore: Casagrande
pagine: 130
Un mostro che semina morte, ma che il popolo adora, inebriato com'è dal suo profumo
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L'anno della valanga
di Giovanni Orelli
editore: Casagrande
pagine: 128
Un paese di contadini nel cuore delle Alpi vive un lungo inverno sotto la minaccia di una valanga
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Il grasso di lepre. Poesie (1970-2009)
di Abdulah Sidran
editore: Casagrande
pagine: 107
Una scelta dell'intera produzione poetica di Abdulah Sidran, il grande poeta balcanico che ha dato voce a Sarajevo, la sua cit
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Continente K. Agota Kristof scrittrice d'Europa. DVD
di Eric BergKraut
editore: Casagrande
pagine: 32
In "Continente K." Agota Kristof fa ritorno a Kòszeg, la città della sua infanzia, a cui è rimasta profondamente legata nonostante il lungo esilio. Qui la scrittrice rivede i suoi fratelli e la donna che l'aveva accompagnata nella fuga del 1956, quando, poco più che ventenne, lasciò clandestinamente l'Ungheria. Il film documenta inoltre la prima lettura pubblica di Agota Kristof in ungherese, la lingua madre poi "sacrificata" a favore del francese, e ci introduce gradualmente nel mondo poetico della scrittrice, mescolando elementi reali a scene di finzione ispirate ai suoi romanzi. Un film-documentario della durata di 55 minuti con allegato un booklet con un intervista ad Agota Kristof e una poesia inedita.
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Giacumbert Nau
di Leo Tuor
editore: Casagrande
pagine: 132
Nelle montagne dei Grigioni, nel cuore della Svizzera, in una di quelle alte valli alpine dove si parla ancora il romancio, Giacumbert Nau fa il pastore. Detesta la gente, per questo si è rifugiato sugli alpeggi dove accudisce le sue capre e contempla i ripidi pendii così come l'evolversi della società, la decadenza del mondo rurale e la minaccia del turismo alpino. Ma la vita di Giacumbert Nau non è fatta solo di meditazioni e isolamento, c'è Albertina, una di quelle rare femmine che rendono la vita degna di essere vissuta, e a cui si darebbe la paga di un'intera estate.
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La ciotola del pellegrino (Morandi)
di Philippe Jaccottet
editore: Casagrande
pagine: 57
In occasione della mostra dedicata a Giorgio Morandi a Palazzo Reale di Milano, riproponiamo "La ciotola del pellegrino" (Mora
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A presto
di Markus Werner
editore: Casagrande
pagine: 201
Improvvisamente, durante un soggiorno in Tunisia, Lorenz Hatt ha una vertigine. Viene ricoverato e scopre che la sua vita è appesa a un filo: il suo cuore può cedere da un momento all'altro in modo irreparabile. Rientrato in Svizzera, sente ormai vicina la fine e in attesa che sia disponibile un cuore sano per il trapianto, il filo della speranza si identifica sempre più con il filo del racconto (in prima persona): all'auto-auscultazione del cuore malato si alterna così il ricordo di una vita segnata da un matrimonio naufragato e dalla morte di un figlio bambino. Ma anche lo slancio fantastico rappresentato dalla fiaba di un re malato e di una fanciulla che gli sacrifica la propria vita.
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Il ritorno
di Oscar Peer
editore: Casagrande
pagine: 123
Simon, modesto contadino della bassa Engadina, è perseguitato dal destino
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Voce da una nube
di Denton Welch
editore: Casagrande
pagine: 276
Maurice prepara un piccolo bagaglio, prende la bicicletta e pedala verso la campagna animato da una curiosità nevrastenica. Poi, il buio. Si risveglia su un prato, la sua vita è implosa. "Fissavo il cielo e non mi potevo muovere. Intorno a me tutto sembrava vacillare e sul punto di spezzarsi". Da quel momento vivrà nei letti d'ospedale; dovrà reimparare a camminare, ad accettare gli esseri umani, a rinunciare alla morte. "Non poter fare una cosa è come farla doppiamente in qualche altro modo", scrive Jakob von Gunten, un personaggio di Robert Walser per certi versi affine a Maurice. E difatti quest'ultimo trasforma il proprio impedimento fisico in un caleidoscopio interiore. Anche in preda agli accessi di febbre Maurice sa osservare il dolore e le contraddizioni dell'animo umano con lucidità, offrendoci alcune tra le pagine più profonde e toccanti mai scritte sulla vita d'ospedale, senza per questo rinunciare a sfrenate evasioni nei mondi raffinati e a tratti perversi della sua immaginazione. Ma alla fine è un atto d'amore che rende possibile la speranza e sottrae.
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