Casagrande: Scrittori
Un incrocio. Racconti scelti e illustrati da Leo Maillet
di Franz Kafka
editore: Casagrande
pagine: 88
Tredici microracconti di Kafka scelti e illustrati dall'artista Leo Maillet in una pregiata edizione che esce nel centenario d
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Le malorose. Confidenze di una levatrice
di Sara Catella
editore: Casagrande
pagine: 88
Valle di Blenio, 1912
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Andarsene
di Peter Stamm
editore: Casagrande
pagine: 144
Lasciare la propria casa, la famiglia, il lavoro
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Il mostro e altre storie
di Agota Kristof
editore: Casagrande
pagine: 130
Un mostro che semina morte, ma che il popolo adora, inebriato com'è dal suo profumo
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L'anno della valanga
di Giovanni Orelli
editore: Casagrande
pagine: 128
Un paese di contadini nel cuore delle Alpi vive un lungo inverno sotto la minaccia di una valanga
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Enrico l'egiziano
di Markus Werner
editore: Casagrande
pagine: 182
Questa è la storia di un uomo dell'Ottocento e della sua vita spezzata in due: da una parte la Svizzera, con i suoi costumi e la sua tradizione protestante, dall'altra l'Egitto negli anni della costruzione del canale di Suez. Due paesi, due donne, due famiglie. Cosa c'è nel mezzo? Quali segreti nasconde la vita di questo contemporaneo di Gottfried Keller, l'autore del grande romanzo di formazione "Enrico il verde"? È ciò che vorrebbe sapere, oggi, il narratore di questo "Enrico l'egiziano", trisnipote di quel Heinrich Bluntschli di cui la sua famiglia va tanto fiera, sulla scorta di pochi aneddoti e di un ritratto a olio di dubbia attribuzione. Di fatto, le notizie su Heinrich Bluntschli sono lacunose e contraddittorie, puzzano di leggenda, ma trovano alcuni riscontri proprio laddove non ce lo si aspetterebbe. Passando da un archivio all'altro e ritornando sui luoghi della vera o presunta vita del suo antenato, confidando nelle voci e nelle visioni offertegli dalla propria immaginazione, il narratore ci coinvolge in un'esperienza di archeologia familiare in cui la malinconia si alterna a momenti di pura ilarità, grazie a quello humour tanto pacato quanto infallibile che i lettori di Markus Werner ben conoscono.
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Continente K. Agota Kristof scrittrice d'Europa. DVD
di Eric BergKraut
editore: Casagrande
pagine: 32
In "Continente K." Agota Kristof fa ritorno a Kòszeg, la città della sua infanzia, a cui è rimasta profondamente legata nonostante il lungo esilio. Qui la scrittrice rivede i suoi fratelli e la donna che l'aveva accompagnata nella fuga del 1956, quando, poco più che ventenne, lasciò clandestinamente l'Ungheria. Il film documenta inoltre la prima lettura pubblica di Agota Kristof in ungherese, la lingua madre poi "sacrificata" a favore del francese, e ci introduce gradualmente nel mondo poetico della scrittrice, mescolando elementi reali a scene di finzione ispirate ai suoi romanzi. Un film-documentario della durata di 55 minuti con allegato un booklet con un intervista ad Agota Kristof e una poesia inedita.
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Musica leggera
di Daniele Garbuglia
editore: Casagrande
pagine: 125
Un ragazzo perde il padre in un incidente stradale e si ritrova all'improvviso sospeso nel vuoto. Il vuoto invade la casa dove vive con la madre, lo insegue durante le fughe in motorino in una provincia grigia e fuori dal tempo (con un misterioso bunker che incombe sul paesaggio piatto e ricoperto di pioggia) e lo aspetta nella falegnameria dove impara il mestiere. Chi ha ucciso suo padre, spingendolo fuori strada e allontanandosi poi dalla curva come un criminale? Insieme all'esigenza di scoprire il colpevole dell'incidente, altri elementi giungono a scalfire il vuoto che lo immobilizza: il fascino di una coetanea, la storia dell'incontro e dell'innamoramento dei genitori, le avvisaglie di una nuova complicità con la madre, la macchina fotografica ereditata dal padre.
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Giacumbert Nau
di Leo Tuor
editore: Casagrande
pagine: 132
Nelle montagne dei Grigioni, nel cuore della Svizzera, in una di quelle alte valli alpine dove si parla ancora il romancio, Giacumbert Nau fa il pastore. Detesta la gente, per questo si è rifugiato sugli alpeggi dove accudisce le sue capre e contempla i ripidi pendii così come l'evolversi della società, la decadenza del mondo rurale e la minaccia del turismo alpino. Ma la vita di Giacumbert Nau non è fatta solo di meditazioni e isolamento, c'è Albertina, una di quelle rare femmine che rendono la vita degna di essere vissuta, e a cui si darebbe la paga di un'intera estate.
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A presto
di Markus Werner
editore: Casagrande
pagine: 201
Improvvisamente, durante un soggiorno in Tunisia, Lorenz Hatt ha una vertigine. Viene ricoverato e scopre che la sua vita è appesa a un filo: il suo cuore può cedere da un momento all'altro in modo irreparabile. Rientrato in Svizzera, sente ormai vicina la fine e in attesa che sia disponibile un cuore sano per il trapianto, il filo della speranza si identifica sempre più con il filo del racconto (in prima persona): all'auto-auscultazione del cuore malato si alterna così il ricordo di una vita segnata da un matrimonio naufragato e dalla morte di un figlio bambino. Ma anche lo slancio fantastico rappresentato dalla fiaba di un re malato e di una fanciulla che gli sacrifica la propria vita.
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Il ritorno
di Oscar Peer
editore: Casagrande
pagine: 123
Simon, modesto contadino della bassa Engadina, è perseguitato dal destino
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Voce da una nube
di Denton Welch
editore: Casagrande
pagine: 276
Maurice prepara un piccolo bagaglio, prende la bicicletta e pedala verso la campagna animato da una curiosità nevrastenica. Poi, il buio. Si risveglia su un prato, la sua vita è implosa. "Fissavo il cielo e non mi potevo muovere. Intorno a me tutto sembrava vacillare e sul punto di spezzarsi". Da quel momento vivrà nei letti d'ospedale; dovrà reimparare a camminare, ad accettare gli esseri umani, a rinunciare alla morte. "Non poter fare una cosa è come farla doppiamente in qualche altro modo", scrive Jakob von Gunten, un personaggio di Robert Walser per certi versi affine a Maurice. E difatti quest'ultimo trasforma il proprio impedimento fisico in un caleidoscopio interiore. Anche in preda agli accessi di febbre Maurice sa osservare il dolore e le contraddizioni dell'animo umano con lucidità, offrendoci alcune tra le pagine più profonde e toccanti mai scritte sulla vita d'ospedale, senza per questo rinunciare a sfrenate evasioni nei mondi raffinati e a tratti perversi della sua immaginazione. Ma alla fine è un atto d'amore che rende possibile la speranza e sottrae.
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