La prima guerra mondiale obbliga gli scienziati italiani a scelte combattute. Neutralismo o interventismo? Difendere l'internazionalismo scientifico che parla di pace o raggiungere il fronte per combattere il militarismo prussiano? Il matematico Vito Volterra non ha dubbi e si arruola volontario (a 55 anni!), mentre Tullio Levi-Civita, anche lui matematico, tiene ben salda la bandiera del pacifismo. Ma nel libro troviamo anche la storia dei fisici e di Guglielmo Marconi, premio Nobel nel 1909, e quella dei chimici, in gran parte ostili al conflitto ma pronti a partecipare con impegno allo sforzo bellico del Paese. La scienza serve per vincere le guerre. Quella del '14-18 vede fra l'altro la tragica novità delle armi chimiche, il battesimo militare per aerei e dirigibili, l'invenzione del sonar per la guerra dei sommergibili. La scienza serve anche per costruire la pace, un progetto che i sopravvissuti al bagno di sangue della prima guerra mondiale portano avanti con grande determinazione e tensione etica.
La scienza in trincea. Gli scienziati italiani nella prima guerra mondiale
| Titolo | La scienza in trincea. Gli scienziati italiani nella prima guerra mondiale |
| Autore | Angelo Guerraggio |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Storia |
| Collana | Saggi |
| Editore | Cortina raffaello |
| Formato |
|
| Pagine | 242 |
| Pubblicazione | 2015 |
| ISBN | 9788860307484 |
|
Acquistabile con Carta del docente o Carta Cultura Giovani |


