Una delle parole più in voga in questi anni è «sostenibilità», ma a forza di appiccicarla ovunque ne abbiamo smarrito il significato essenziale: non esiste infatti una sostenibilità che prescinda dalla riduzione delle disuguaglianze, da una distribuzione meno concentrata della ricchezza, dal colmare l'abisso di «un mondo dove in una stanza si crepa e nell'altra si spreca». Invece, il modello di sviluppo green che si è imposto, sganciato dalla sua radice originaria, ha creato nuove fratture, nuovi muri e nuovi privilegi a vantaggio di ristretti gruppi di fortunati. Antonio Galdo, giornalista e scrittore esperto di tematiche ambientali, analizza alcuni settori chiave della nostra società, della nostra economia e della nostra vita quotidiana - il cibo, l'auto elettrica e la mobilità in generale, il clima, le città e l'intelligenza artificiale - e dati alla mano fotografa la deriva in atto sotto l'etichetta della sostenibilità. Una deriva, suggerisce Galdo, che può essere arginata da due fattori: i nostri stili di vita e la riconquista del primato della politica sulla tecno-finanza.
Il mito infranto. Come la falsa sostenibilità ha reso il mondo più ingiusto
| Titolo | Il mito infranto. Come la falsa sostenibilità ha reso il mondo più ingiusto |
| Autore | Antonio Galdo |
| Argomento | Scienze Umane Scienze |
| Editore | Codice |
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| Pagine | 192 |
| Pubblicazione | 2025 |
| ISBN | 9791254501276 |
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