Il mondo antico conobbe una fertilissima produzione culturale di intrattenimento, sospesa fra l'oralità e la scrittura, affidata a professionisti girovaghi, i cosiddetti canterini o cantimbianchi. Sono loro a girare per le piazze e i castelli d'Italia, recitando testi, approntati da loro stessi e da loro colleghi, che recuperano suggestioni della letteratura epica, cortese e amorosa d'origine francese e le mescolano a spunti novellistici, più realistici e di materia 'plebea'. Questi testi, i Cantari, continuano a circolare dopo l'invenzione della stampa e costituiscono un settore importante della loro diffusione popolare.
Cantari novellistici dal Tre al Cinquecento
| Titolo | Cantari novellistici dal Tre al Cinquecento |
| Curatori | E. Benucci, R. Manetti, F. Zabagli |
| Collana | I novellieri italiani, 17 |
| Editore | Salerno |
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| Pagine | 1072 |
| Pubblicazione | 2002 |
| ISBN | 9788884023841 |
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