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Il restauro di tre modelli in gesso dell' Accadermia di Belle Arti di Ravenna

Il restauro di tre modelli in gesso dell' Accadermia di Belle Arti di Ravenna
titolo Il restauro di tre modelli in gesso dell' Accadermia di Belle Arti di Ravenna
Curatore
Argomento Letteratura e Arte Arte
Collana Restauro
Editore EDIFIR
Formato Libro
Pagine 64
Pubblicazione 2020
ISBN 9788892800199
 
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«Gli operatori del restauro italiani si sono qualificati a tal punto da essere riconosciuti nel mondo quali professionisti dotati di una eccellente formazione. A questo risultato ha contribuito il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo con l'emanazione delle linee guida applicative dell'articolo 182 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, concernente la disciplina transitoria del conseguimento delle qualifiche professionali di restauratore di beni culturali e di collaboratore restauratore di beni culturali. L'Accademia delle Belle Arti di Bologna ha fatto sua la disciplina relativa ai professionisti dei beni culturali ed ha individuato l'essenza dell'insegnamento nella preparazione di personale idoneo, con possesso dei requisiti e delle competenze, per gli interventi operativi di tutela, protezione, conservazione valorizzazione fruizione dei beni culturali, ognuno nell'ambito della propria competenza. Augusto Giuffredi, attualmente docente di restauro stucchi e gessi presso le Accademia di Belle Arti di Bologna e Napoli, ci presenta il positivo risultato dell'insegnamento e di guida conseguito nel corso di "Restauro", negli anni accademici 2017-18, con le allieve Mariana Azimondi, Carlotta Capanna ed Irene Ciacci. Ho riscontrato in questo scritto la corretta, concreta applicazione delle linee guida dettate dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, che sintetizzerei in: conservare quello che i secoli ci hanno tramandato, restituirlo alla luce, se trascurato, rimetterlo nel giusto valore, rimuovere le cause dei danni, proteggerlo contro future insidie del tempo, e inoltre evitare creazioni ex novo o fantasiose integrazioni; non imitare e non falsificare, ricordando che quanto è perduto è perduto e non può essere risarcito da interventi arbitrari che, al contrario, rappresentano sempre qualche cosa di estraneo all'opera d'arte...» (Michelangelo Poletti Presidente dell'Accademia di Belle Arti di Bologna)
 

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