Mentre il Giappone, a metà Ottocento, si apriva alla cultura occidentale, il flusso di merci dall'Oriente verso l'Europa e l'America avviava il fenomeno culturale del "giapponismo". Da allora la fascinazione del Sol Levante non ha mai cessato di alimentare i sogni di collezionisti e amanti del bello. Sono queste le premesse culturali in cui nasce la straordinaria Collezione Khalili, che raccoglie oltre duecento kimono, manufatti artistici tra i più rappresentativi della cultura gIapponese. Il kimono - l'abito tradizionale della società nipponica, codificato secondo regole antiche che determinano genere, classe e status di chi lo indossa - si distingue per la forma essenziale a "T", ricavata da tagli di stoffa che scendono dritti dalla spalla. Una cucitura centrale lungo la schiena unisce le due metà, cui vengono attaccate le maniche, e applicati il colletto e il sopracolletto. L'indumento avvolge il corpo, con la parte sinistra sovrapposta alla destra, e viene fermato con una fascia, l'ohi. Se nei secoli la forma del kimono non ha sostanzialmente subito cambiamenti, l'assoluta varietà delle decorazioni si è evoluta nel tempo, trasformandolo in manufatto propriamente "artistico". Sete e tessuti dai mille colori, motivi ornamentali tessuti a mano, ricami di fattura finissima ci raccontano una cultura figurativa millenaria.
Kimono. L'arte del bello nella cultura giapponese
| Titolo | Kimono. L'arte del bello nella cultura giapponese |
| Curatore | A. Jackson |
| Traduttore | G. Atripaldi |
| Argomento | Letteratura e Arte Arte |
| Editore | Mondadori Electa |
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| Pagine | 319 |
| Pubblicazione | 2016 |
| ISBN | 9788891808363 |
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