Evviva l'altopiano di Camuti che mi vide bambino. Cominciai a scrivere poesie all'età di nove anni, adeguandomi alle consuetudini della famiglia e del mio paese, Mineo, dove gli abitanti in maggioranza erano poeti vernacoli, in gran parte analfabeti, contadini poveri, raccoglitori d'ulive, venditori d'acqua, pietraroli, calzolai, barbieri, sarti, guardiani di buoi, o caprai, e camposantari e artigiani che, per il loro mestiere, erano portati a fare delle considerazioni sulla fugacità di ogni cosa. Ma la verità è una: debbo fare tutto da me, non ho un gatto, o una formica che mi aiutano. E la mia solitudine, che amministro e cerco di superare da solo, mi spunta come ombra sempre davanti. Ma in questo c'è un grande mio gioco fra narcisistico e retorico e infantile.
Autobiografia in do minore. Racconto di scoordinata sopravvivenza
| Titolo | Autobiografia in do minore. Racconto di scoordinata sopravvivenza |
| Autore | Bonaviri Giuseppe |
| Collana | Pretesti |
| Editore | Manni |
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| Pagine | 136 |
| Pubblicazione | 2006 |
| ISBN | 9788881768448 |
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