Nella teoria delle forme di governo, la figura di Cicerone occupa un posto di primissimo piano, perché l'ambizione del grande oratore non è solo di porsi al livello dei grandi filosofi del passato, ma di sviluppare l'impostazione pragmatica e filodemocratica di Polibio mettendo il concetto di "res publica" al centro di un discorso politico nuovo. Se il governo misto repubblicano serve a ribadire l'importanza che a Roma venga mantenuto il sistema costituzionalmente bilanciato delle origini, una forma di potere in espansione aperta ai cambiamenti e a vocazione imperiale deve usare tutta l'accortezza per impedire che autoritarismo e tirannide finiscano per travolgere libertà e tradizioni patrie. Sul filo e a stretto contatto con gli avvenimenti, sono ancora una volta gli storici a dare impulso alla dottrina fondata da Erodoto: dallo stesso Cesare a Sallustio a Dio-doro Siculo a Dionigi di Alicarnasso fino a Livio e a Tacito, è dal loro "laboratorio" che viene il contributo maggiore sia per comprendere i fatti del loro tempo sia per individuare i diversi fili conduttori che dal mondo romano, dopo la caduta della Repubblica e dell'impero, traversando la crisi di sovranità del Medioevo, spingono l'Europa, con l'Umanesimo e Machiavelli, verso la modernità.
Teoria e storia delle forme di governo
| Titolo | Teoria e storia delle forme di governo |
| Volume | 2 - Da Cicerone a Machiavelli |
| Autore | Carlo Carini |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Storia |
| Collana | Castore e Polluce, 2 |
| Editore | Guida |
| Formato |
|
| Pagine | 630 |
| Pubblicazione | 2023 |
| ISBN | 9791255630012 |
|
Acquistabile con Carta del docente o Carta Cultura Giovani |


