Diventato negli anni un classico della critica letteraria, "Chiamatemi Ismaele" destò all'inizio un certo scalpore, sia per via della struttura completamente inedita del libro - un saggio segnato da uno stile così sperimentale da costituire una poderosa opera d'arte in sé - sia per la controversa tesi in esso contenuta: Melville avrebbe scritto due versioni del suo celebre romanzo, la prima delle quali non conteneva né Ahab né Moby Dick. A separarle, uno spartiacque radicale nella vita di Melville: tra la prima e la seconda stesura di Moby Dick aveva letto le tragedie di Shakespeare. Inseguendo come un detective il flusso di pensieri di Melville nelle annotazioni a matita sui volumi shakespeariani, Olson ha composto un'opera unica per originalità e densità, in cui l'ossessione filologica si mescola a una brillante analisi degli archetipi americani, il rigore critico a una sconvolgente potenza poetica: una lettura fondamentale per chiunque abbia amato uno dei più grandi, se non il più grande, romanzo americano di tutti i tempi.
Chiamatemi Ismaele. Uno studio su Melville
| Titolo | Chiamatemi Ismaele. Uno studio su Melville |
| Autore | Charles Olson |
| Traduttore | N. Condini |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Filigrana |
| Editore | Minimum Fax |
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| Pagine | 159 |
| Pubblicazione | 2025 |
| ISBN | 9788833896083 |
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