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Beirut, Libano. Tra assassini, missionari e Grands Cafés

Beirut, Libano. Tra assassini, missionari e Grands Cafés
titolo Beirut, Libano. Tra assassini, missionari e Grands Cafés
Autore
Argomento Diritto, Economia e Politica Politica
Editore Utet
Formato Libro
Pubblicazione 2008
ISBN 9788802079233
 
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15,00
Sotto l'incalzare dei drammatici avvenimenti dell'oggi poeti, cantanti, sociologi, politici, storici, giornalisti, esuli, missionari, impiegati, avvocati e imprenditori dell'intrattenimento presentano la storta di Beirut, una città curiosamente contrapposta al Paese del quale è la capitale, il Libano. Tanto questo viene presentato come il prodotto di identità religiose e comunitarie configgenti, tanto Beirut è vista come l'identità condivisa da tutte queste comunità, il luogo dove dialogo e coesistenza sono una sfida e una realtà quotidiane. Il libro così ripercorre le tappe principali della crescita di Beirut nell'Ottocento, del suo affermarsi come città cosmopolita in epoca ottomana, del suo sviluppo ambiguo e distorto negli anni del mandato coloniale francese, del suo precipitare nella guerra civile e quindi della sua sfida al sistema totalitario diffuso nel mondo arabo, con l'insurrezione pacifica seguita all'assassinio dell'ex primo ministro Rafiq Hariri. Una dettagliata analisi dei drammatici eventi suceedutisi da quell'assassinio, il 14 febbraio del 2005, fino alla contesissima elezione del nuovo Presidente della Repubblica, si intreccia con la narrazione della controversa ricostruzione della città e con il racconto dei suoi ghetti e dei suoi luoghi di vita notturna e sociale, della sua vita culturale libertaria, della crescita del "totalitarismo islamico" di Hezbollah e delle due linee che si contrappongono nel campo cristiano.
 

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