Negli anni trenta del Seicento, quando Carbone si formò presso la bottega di Giovanni Andrea De Ferrari, la cultura figurativa genovese era percorsa da straordinarie suggestioni derivanti da apporti esterni e da contaminazioni esaltanti. Il filone fiammingo, promosso da celebri presenze (Rubens prima, Van Dyck dopo) e alimentato da una stabile colonia di pittori, era in grado di offrire agli artisti genovesi modalità espressive radicate nel più lussuoso metodo naturalista e alla committenza adeguate forniture di immagini per sottolineare lo status di appartenenza. Il ritratto ebbe dunque una vasta fioritura e Carbone, con una fortuna maggiore rispetto a quella riscossa dagli stessi fiamminghi operanti in città, divenne tra i più apprezzati ritrattisti: non passò inosservata la capacità di adeguare la tipologia vandyckiana alla contemporaneità delle fogge sartoriali, agli spazi di rappresentanza e all'evocazione delle pose assunte dalla precedente generazione di aristocratici ritratti dal giovane anversano...
Giovanni Bernardo Carbone 1616-1683
| Titolo | Giovanni Bernardo Carbone 1616-1683 |
| Autore | Daniele Sanguineti |
| Argomento | Letteratura e Arte Arte |
| Collana | Fondazione Conservatorio Fieschi |
| Editore | SAGEP |
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| Pagine | 320 |
| Pubblicazione | 2020 |
| ISBN | 9788863737066 |
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