Va detto che non siamo alla presenza di un visionario qualunque, ma abbiamo di fronte un personaggio che si era fatto conoscere in un primo tempo per i suoi studi scientifici. Anche in tale campo fu autore prolifico: dalle opere a noi pervenute, sappiamo che si occupò di chimica, anatomia, matematica e imparò numerose lingue (undici secondo la tradizione), tanto che tra i suoi scritti figura un’Opera Philosophica et Mineralia del 1734, consacrata ai metalli. E accanto a queste pagine ricche di riferimenti razionali, eccone altre, come quelle ricordate, che rovesciano i medesimi. Lui stesso era diventato il garante delle sue visioni, di certezze che aveva potuto constatare. Come quando – siamo durante la contemplazione degli Arcani celesti – egli dichiara di essere uno spettatore, nel mondo o dimensione che dire si voglia degli Spiriti, dell’“Ultimo Giudizio”. Con esso si inaugurava la “dispensazione” della “Nuova Gerusalemme” di cui aveva parlato l’Apocalisse.
dall’introduzione di Armando Torno
Biografia dell'autore
Emanuel Swedenborg
Emanuel Swedenborg: nacque a Stoccolma nel 1688, terzo figlio di un rinomato ma controverso vescovo, Jesper Swedberg. Nella prima parte della sua vita Swedenborg ebbe una carriera prolifica come scienziato e inventore: si occupò di chimica, anatomia, matematica, filosofia, filomazia, e si diceva che parlasse fluentemente in ben undici lingue. Tra le sue opere di questo periodo si può ricordare Opera Philosophica Et Mineralia (1734) sui metalli. A 56 anni iniziò una nuova fase spirituale della sua vita, facendo esperienza dei primi sogni e di successive visioni di un mondo spirituale di matrice cristiana, in cui riteneva di comunicare con gli angeli e gli spiriti. Da quel momento iniziò a occuparsi di teologia. Durante la sua vita scrisse più di 50 libri, la maggior parte in latino. Tra i suoi libri di argomento spirituale si possono citare Regnum Animale (1744-45) dove Swedenborg esaminò i misteri dell’anima; De Cultu Et Amore Dei (1745) in cui si è occupato della nascita del mondo; e l’opera monumentale Arcana Coelestia (1749-56) ossia un commentario sul libro della Genesi.


