Il libro di François Jullien si potrebbe definire, a prima vista, un "Manifesto" politico. A leggerlo, però, ci si rende conto che non contiene tesi politiche, il che è indicativo del suo vero intento: più che presentare una dottrina o una teoria, questo libro presenta un modo di fare, di operare. Anzi, come recita il suo sottotitolo, un'"arte di operare", quella della de-coincidenza. Parlare di un'arte, d'altronde, sottolinea il carattere non metodico di questo operare, perché non riguarda la definizione di un programma che, in partenza, stabilisca che cosa si debba fare: l'arte rappresenta in modo emblematico un fare il cui scopo è aprire nuove possibilità, nuovi modi di pensare, di dire. Questo libro è un invito a trasformarci, a non coincidere più con noi stessi, a "scollarci" dalle nostre abitudini, dalle nostre idee stereotipate, dalle nostre convinzioni e dalle nostre presunte verità.
Riaprire dei possibili. De-coincidenza, un'arte di operare
| Titolo | Riaprire dei possibili. De-coincidenza, un'arte di operare |
| Autore | François Jullien |
| Curatore | R. Capra |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Filosofia |
| Collana | Dialectica, 53 |
| Editore | Orthotes |
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| Pagine | 116 |
| Pubblicazione | 2024 |
| ISBN | 9788893144254 |
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