Milano è nota soprattutto per il periodo che
la vide capitale dell’impero, epoca in cui
non temeva neppure il paragone con Roma
secondo la testimonianza del poeta Ausonio.
A tale periodo risalgono le emergenze
monumentali meglio conservate della città
pagana e cristiana. Quasi nulla, invece, rimane
dei grandi edifici eretti nei secoli precedenti.
Di questi, nei casi più fortunati, sono
sopravvissute le fondazioni o alcune
componenti, decorative e strutturali, scampate
alla distruzione in quanto riutilizzate
come semplice materiale edilizio o reimpiegate
con la stessa funzione originaria nelle
fabbriche della città tardoantica, cristiana e
medioevale. E sono proprio questi disiecta
membra a costituire l’oggetto di indagine
nel volume: non solo materiali da tempo conosciuti,
come il gruppo dei capitelli corinzio-
italici da via Bocchetto o il colonnato di
San Lorenzo, ma anche i frammenti ‘dimenticati’
nei depositi del Museo Civico e della
Soprintendenza Archeologica della Lombardia,
noti solo a qualche addetto ai lavori.
L’analisi e la conseguente seriazione cronologica
di oltre un centinaio di pezzi offrono
l’occasione per tentare di squarciare il velo
di nebbia che avvolge l’abitato tra l’avanzato
II sec. a.C. e i decenni iniziali del III sec.
d.C. e di restituire così un riflesso, seppure
pallido, di ciò che doveva essere lo spessore
architettonico che caratterizzò Mediolanum,
antico caput gentis degli Insubri e uno dei
principali abitati della Transpadana in età
imperiale.
Biografia dell'autore
FURIO SACCHI si è laureato in Lettere Classiche
(indirizzo archeologico) presso l’Università
Cattolica di Milano; ha poi conseguito il
diploma di specializzazione in Archeologia
Classica presso l’Università degli Studi di
Trieste e il titolo di dottore di ricerca in Archeologia
presso l’Università Cattolica di
Milano. Nel 1995 ha usufruito di una borsa
di perfezionamento all’estero presso l’Università
di Aix-Marseille. Suo specifico campo
di interesse è lo studio dell’architettura
romana di età tardorepubblicana e imperiale
in Italia settentrionale e in Asia Minore.
La collana, diretta da Maria Pia Rossignani, Silvia Lusuardi Siena e Marco Sannazaro, si riallaccia idealmente ai «Contributi dell’Istituto di Archeologia» avviati da Michelangelo Cagiano de Azevedo e pubblicati tra il 1967 e il 1975. A distanza di anni, ma nello stesso spirito di quella esperienza, con questa serie di pubblicazioni si vogliono presentare i risultati delle ricerche svolte nell’ambito dell’Istituto di Archeologia e della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università Cattolica. Il progetto editoriale prevede volumi monografici, Atti di incontri e seminari e ricerche miscellanee: riflessi della varietà di indirizzi metodologici e di ambiti di ricerca che caratterizzano gli studi archeologici dell’Ateneo che tradizionalmente prediligono analisi diacroniche dei periodi compresi tra l’età romana e il basso medioevo.
La collana, diretta da Maria Pia Rossignani, Silvia Lusuardi Siena e Marco Sannazaro, si riallaccia idealmente ai «Contributi dell’Istituto di Archeologia» avviati da Michelangelo Cagiano de Azevedo e pubblicati tra il 1967 e il 1975. A distanza di anni, ma nello stesso spirito di quella esperienza, con questa serie di pubblicazioni si vogliono presentare i risultati delle ricerche svolte nell’ambito dell’Istituto di Archeologia e della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università Cattolica. Il progetto editoriale prevede volumi monografici, Atti di incontri e seminari e ricerche miscellanee: riflessi della varietà di indirizzi metodologici e di ambiti di ricerca che caratterizzano gli studi archeologici dell’Ateneo che tradizionalmente prediligono analisi diacroniche dei periodi compresi tra l’età romana e il basso medioevo.


