IN LIBRERIA DAL 14 NOVEMBRE 2012
Tra i dialoghi mirati a descrivere Le città invisibili (1972) vi è il notissimo brano dedicato alle pietre, al ponte e all’arco. Il passo, che ha fornito spunti interpretativi nelle scienze più varie, ben si adatta alle nostre discipline. Per riprendere la metafora di Calvino, noi canonisti ed ecclesiasticisti, contribuiamo a costruire e mantenere con le pietre delle nostre categorie giuridiche una particolarissima città, insieme invisibile e visibile. I nostri ponti sono necessari per attraversare ognuna delle nostre due discipline al loro interno, nei reciproci raccordi ed in quelli con altre discipline. L’unione tra umano e divino, che le caratterizza, è tra i motivi di fascino delle nostre materie e rappresenta la linea dell’arco.
È questa città che Giorgio Feliciani ha esplorato, interpretato, concorso ad edificare o conservare nei quasi cinquant’anni di feconda produzione scientifica. Lo ha fatto, trovandosi a suo agio, per attitudine culturale come per scelta di vita sia riguardo allo ius conditum sia riguardo allo ius condendum. Se i suoi libri ed i suoi saggi (solo in ridottissima parte qui raccolti) sono le pietre, i ponti, che ha collaborato a costruire o rafforzare, attraversano territori diversi, ora ampiamente arati dalla tradizione giuridica, ora, invece, di recente semina o di nuova mietitura. Il volume ci porta la voce di un Maestro della nostra Università Cattolica, che all’Accademia si è dedicato con serietà ed entusiasmo come a una ragione di vita, da affiancare alla vita famigliare, che altre ben meritate soddisfazioni gli ha dato. Considero questi suoi scritti scelti un servizio alla scienza ed un ausilio alla didattica.
(Ombretta Fumagalli Carulli)
Tra i dialoghi mirati a descrivere Le città invisibili (1972) vi è il notissimo brano dedicato alle pietre, al ponte e all’arco. Il passo, che ha fornito spunti interpretativi nelle scienze più varie, ben si adatta alle nostre discipline. Per riprendere la metafora di Calvino, noi canonisti ed ecclesiasticisti, contribuiamo a costruire e mantenere con le pietre delle nostre categorie giuridiche una particolarissima città, insieme invisibile e visibile. I nostri ponti sono necessari per attraversare ognuna delle nostre due discipline al loro interno, nei reciproci raccordi ed in quelli con altre discipline. L’unione tra umano e divino, che le caratterizza, è tra i motivi di fascino delle nostre materie e rappresenta la linea dell’arco.
È questa città che Giorgio Feliciani ha esplorato, interpretato, concorso ad edificare o conservare nei quasi cinquant’anni di feconda produzione scientifica. Lo ha fatto, trovandosi a suo agio, per attitudine culturale come per scelta di vita sia riguardo allo ius conditum sia riguardo allo ius condendum. Se i suoi libri ed i suoi saggi (solo in ridottissima parte qui raccolti) sono le pietre, i ponti, che ha collaborato a costruire o rafforzare, attraversano territori diversi, ora ampiamente arati dalla tradizione giuridica, ora, invece, di recente semina o di nuova mietitura. Il volume ci porta la voce di un Maestro della nostra Università Cattolica, che all’Accademia si è dedicato con serietà ed entusiasmo come a una ragione di vita, da affiancare alla vita famigliare, che altre ben meritate soddisfazioni gli ha dato. Considero questi suoi scritti scelti un servizio alla scienza ed un ausilio alla didattica.
(Ombretta Fumagalli Carulli)
Biografia dell'autore
Giorgio Feliciani, laureato presso l’Università
Cattolica di Milano, insegna Diritto canonico
nelle Università di Sassari, Parma e Pavia; da
ultimo, per ben 25 anni, è titolare della Cattedra di Diritto canonico presso la Facoltà di
Giurisprudenza dell’Università Cattolica del
Sacro Cuore, dove insegna per affidamento
anche Diritto ecclesiastico. Ha fatto parte, per
conto della Santa Sede, della commissione
paritetica che ha preparato la legislazione
vigente in tema di enti e beni ecclesiastici
(legge 222/1985) e, per nomina governativa,
della commissione che ne ha curato il regolamento
di esecuzione (d.p.r. 33/1987). È stato
membro e fa tuttora parte di varie commissioni
miste incaricate di studiare i problemi
relativi all’attuazione degli Accordi del 1984.
Dirige presso l’Università Cattolica il Centro
studi sugli enti ecclesiastici (CESEN) e cura la
collana di pubblicazioni «Fonti di diritto
ecclesiastico e canonico» edita da Giuffrè.
Insegna presso la Facoltà di Diritto canonico
San Pio X di Venezia ed è membro onorario
del Consiglio direttivo della Consociatio internationalis
studio iuris canonici promovendo,
di cui è stato Presidente dal 1995 al 2001. È
Consultore del Pontificio Consiglio per i laici,
del Pontificio Consiglio per i testi legislativi e
della Congregazione per il Clero.


