Il termine "democrazia" (dal greco demos, "popolo", e kratos, "potere") fece la sua prima comparsa in Erodoto. Ma dal III secolo a.C. al XIX ha subìto una lunga eclisse acquisendo un'accezione negativa, mentre il regime politico ottimale è stato definito "repubblica" (res publica, cosa di tutti): Aristotele classificò la democrazia tra le cattive forme di governo; Kant ripeteva una comune opinione definendola "necessariamente un dispotismo"; e dello stesso avviso erano i padri costituenti degli Stati Uniti. Anche la Rivoluzione francese si richiamava all'ideale repubblicano, e solo Robespierre usò il termine in senso elogiativo (assicurandogli così la cattiva reputazione per un altro mezzo secolo...). Com'è allora che d'un tratto, dalla metà del XIX secolo, la parola è tornata in auge e ha acquistato un significato apprezzativo? Ce lo spiega colui che è stato il massimo esperto di scienza politica in Italia, preceduto dall'ampia introduzione di Nadia Urbinati.
Democrazia
| Titolo | Democrazia |
| Autore | Giovanni Sartori |
| Argomento | Diritto, Economia e Politica Politica e attualità |
| Collana | Voci |
| Editore | Treccani |
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| Pagine | 136 |
| Pubblicazione | 2023 |
| ISBN | 9788812010646 |
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