«Con molte bestie feroci che abitano in noi si può dialogare, o cercare di stabilire rapporti epistolari, come ha fatto G.». Così si apriva Teatro con bosco e animali di Giuliano Scabia, pubblicato da Einaudi nel 1987. Quella raccolta di miti e poemi si apriva con le «lettere al lupo», cui ora l'autore aggiunge una nuova serie fino a formare un libro autonomo e originale. Il narratore si rivolge a una creatura apparentemente spaventosa e avversa scoprendo in lei un interlocutore comprensivo e affettuoso. Al lupo confessa le ansie degli uomini, le paure, le malinconie, con un'affabilità e una sincerità che forse non sarebbero possibili parlando a un proprio simile. Anzi, mettendo in gioco la stupidità dell'uomo postindustriale, il narratore arriva a invocare il lupo come una divinità naturale perché aiuti l'essere umano «a ritrovare i fondamenti del gioco e dell'amore». La formula epistolare, in cui ha diritto d'accesso tutta una quotidianità familiare e intima, favorisce una parola diretta che Scabia distilla con cura e sapienza: stile colloquiale, ma al suo massimo stato di grazia, essiccato e tagliente. Senza tradire nessun intento didattico o edificante, queste prose fulminanti colpiscono nel profondo e cercano la verità come solo certi miti arcaici riescono a fare.
Lettere a un lupo
| Titolo | Lettere a un lupo |
| Autore | Giuliano Scabia |
| Collana | Scrittori |
| Editore | Casagrande |
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| Pagine | 78 |
| Pubblicazione | 2001 |
| Numero edizione | 2 |
| ISBN | 9788877133403 |
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