Il calendario cristiano, che computa passato e futuro a partire dalla nascita di Gesù, non ha definito solo la struttura degli anni, dei decenni e dei secoli, ma ha profondamente condizionato il sentimento del tempo e ha consentito l'affermarsi di tradizioni narrative e poetiche, dai versi latini a quelli dell'antica Irlanda fino ai Contes medievali e alle "storie da calendario" di Grimmelshausen, Hebel e Brecht. Il primo tentativo di sistematica contestazione del computo cristiano del tempo avviene con la rivoluzione francese, mentre nel corso dell'Ottocento filantropi, positivisti, allievi di Comte e di Nietzsche elaborano, pur senza molto successo, nuovi modi per contare i giorni. Nel Novecento vengono ideati veri e propri "controcalendari" nella Russia bolscevica, nell'Italia fascista e nella Germania nazionalsocialista, ma nemmeno i regimi totalitari, a eccezione di brevi periodi, si dimostrano capaci di contestare in modo efficace il calendario tradizionale.
Contare i giorni. Il calendario cristiano e i suoi oppositori
| Titolo | Contare i giorni. Il calendario cristiano e i suoi oppositori |
| Autore | Hans Maier |
| Traduttore | G. Caronello |
| Collana | Sguardi, 21 |
| Editore | Edb |
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| Pagine | 80 |
| Pubblicazione | 2014 |
| ISBN | 9788810555217 |
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