In questa opera della maturità, dopo la "scoperta" dell'esegesi di Origene e quando ormai la polemica contro l'eresia ariana è sopita - è stato chiamato l'Atanasio dell'Occidente - Ilario offre una lunga meditazione sulla Legge, colta profeticamente nel suo fine, Cristo. Nel suo interesse per il realismo dell'incarnazione e per il corpo di gloria del Signore risorto comprende che la carne dell'uomo è candidata a partecipare a quella gloria, vero compimento del processo della sua creazione a "immagine di Dio". Tertulliano e Cipriano sono i suoi primi maestri, ma assieme a loro molta sapienza classica entra nel linguaggio che descrive l'itinerario dell'uomo alla gloria. Con il gusto dell'equilibrio, Ilario integra nella prospettiva cristiana dati derivati dal senso comune, dalla psicologia e dalla morale tradizionale. Ciò che rivela la tempra del confessore è la fede e una fede a tutta prova è stata quella di Ilario: fede pregata nelle parole di questo salmo, ammirata nel "profeta" che parla in questo salmo, predicata con coraggio.
Commento al Salmo 118
| Titolo | Commento al Salmo 118 |
| Autore | Ilario di Poitiers (sant') |
| Curatore | I. Passerini |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Religione |
| Collana | Letture cristiane del primo millennio, 42 |
| Editore | Paoline Editoriale Libri |
| Formato |
|
| Pagine | 456 |
| Pubblicazione | 2007 |
| ISBN | 9788831533157 |
|
Acquistabile con Carta del docente o Carta Cultura Giovani |


