Prendendo le mosse dalla Prima lettera ai Corinzi, letta attraverso il decostruzionismo di Derrida, il saggio offre una prospettiva di riconcettualizzazione radicale: rifiutare l'idea metafisica di Dio come Ente supremo, onnisciente e onnipotente, per riconoscerne la natura di "evento" che si concretizza nei termini elusivi e folli di una "chiamata". Caputo rigetta il teismo metafisico classico e avanza il programma di una "teologia debole". Quest'ultima scalza la dicotomia fra secolarismo e religione o fra ateismo e teismo, per innervarsi in ogni aspetto della vita umana; e adotta come proprio linguaggio caratteristico una "teopoetica". Riscrivendo i paradigmi teologici, Caputo riscrive anche il senso e la possibilità stessa della fede. Di qui l'idea di un regno di Dio «non ha bisogno di Dio» e che si traduce in una ricerca appassionata dell'agápe e della giustizia nel mondo. Un progetto provocante e visionario, "radicale" perché intende "scavare alle radici", destinato a rivoluzionare il modo abituale di pensare Dio. «Tanto irriverente quanto serio, tanto irragionevole quanto avveduto, tanto teologico quanto a-teologico, La follia di Dio domanda fino a che punto siamo disposti a inoltrarci nella teologia della croce e cosa siamo disposti a lasciar cadere» The Christian Century.
La follia di Dio. Una teologia dell'incondizionale
| Titolo | La follia di Dio. Una teologia dell'incondizionale |
| Autore | John D. Caputo |
| Traduttore | L. Scarmoncin |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Religione |
| Collana | Giornale di teologia, 428 |
| Editore | Queriniana |
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| Pagine | 208 |
| Pubblicazione | 2021 |
| ISBN | 9788839934284 |
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