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Le grandi storie della fantasienza

Le grandi storie della fantasienza
titolo Le grandi storie della fantasienza
sottotitolo Vol. 8
argomento Letteratura e Arte Narrativa
collana Tascabili best seller
editore Bompiani
formato Libro
pagine 356
pubblicazione 2008
ISBN 9788845261480
 

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Il discrimine è la bomba atomica. Nel 1945 la si subiva, nel 1946 la si riconsidera. Una previsione della fantascienza si è avverata: esiste un'arma capace, si suppone, di distruggere il mondo conosciuto. E, spenta la guerra aperta, sta per aprirsi l'era della guerra fredda. L'ottavo volume de "Le grandi storie della fantascienza", curato da Isaac Asimov, riflette il momento di transizione. Il testo fondamentale è il racconto Monumento, di Theodore Sturgeon, dedicato alla bomba definitiva e allo sviluppo logico del suo uso. Non si troveranno molti riferimenti a quel cambiamento epocale, nella narrativa corrente dello stesso periodo. Solo la scìence fiction, attenta alla tecnologia, intuisce che si sta entrando in un periodo storico totalmente inedito. Lo testimoniano anche gli altri racconti antologizzati, di Ray Bradbury (una nuova stella destinata a future glorie), dello stesso Asimov, di Arthur C. Clarke, di Henry Kuttner, che morirà pochi anni dopo, di altri ancora. Si è alle soglie di un revival della fantascienza. Non perché, in un mondo in rovine, ci si distragga a pensare futuri, remoti. È vero il contrario. La fantascienza è, più di ogni altra forma narrativa, ancorata al presente. Guarda lontano in quanto le contingenze storiche impongono di farlo. La visione non è molto ottimistica, ma ciò non dipende dagli scrittori. Non sono stati loro a fare del fungo atomico il simbolo degli anni a venire.
 

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