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Altre storie sorprendenti di Liberi Muratori

Altre storie sorprendenti di Liberi Muratori
titolo Altre storie sorprendenti di Liberi Muratori
Autore
Collana Uomini Storia E Misteri
Editore L'Età dell'Acquario
Formato Libro
Pagine 127
Pubblicazione 2011
ISBN 9788871363516
 

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L'istituzione massonica tende per sua natura ad attrarre tipi umani diversissimi. Sotto la sua bandiera troviamo filantropi, guerrieri, poeti, occultisti, libertini, filosofi, esploratori, scienziati, politici, rivoluzionari, scrittori e infine astronauti (numerosi!). Nel XVIII e XIX secolo, anche preti (in particolare nel Regno di Napoli) e persino vescovi. Li questo libro - come nel precedente e fortunato Storie sorprendenti di Liberi Muratori (certi e presanti) - l'attenzione dell'autore si concentra su singole, e sempre singolarissime, vicende. Il dato biografico è ridotto al minimo a vantaggio di un tassello, e uno solo, del mosaico. Ad esempio, i verbali del Consiglio di Guerra per Churchill e il Maometto per Voltaire. O magari (Chénier, Ramorino), la morte che è, in fondo, la cosa più importante (dopo la vita). Nell'ultimo capitolo, "L'età dei totalitarismi", non mancano alcuni fascisti. Che i massoni abbiano avuto un ruolo nel fascismo degli esordi potrà sorprendere qualcuno. Eppure, ce ne erano parecchi a piazza San Sepolcro, e magari, chissà, ce n'erano pure nelle squadracce che devastavano le logge. Resta vero che molte di quelle storie, con le loro drammatiche contraddizioni, non possono che essere "sorprendenti". All'interno di questo affresco, che è una sorta di piccolo Giudizio Universale, sia comunque il lettore a distinguere gli angeli e i demoni, i sommersi e i salvati.
 

Biografia dell'autore

Lino Sacchi

Lino Sacchi, già ordinario di Geologia all’Università di Torino, ha collaborato con le principali riviste massoniche italiane, da «Hiram» alla «Rivista Massonica», a «L’Ipotenusa», a «Il Laboratorio», a «Gradus». Ha percorso un lungo itinerario sia nel Grande Oriente d’Italia che nel Rito Scozzese Antico ed Accettato. È convinto di avere evitato quella deriva «scientista» alla quale la sua estrazione culturale poteva esporlo.

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