La disgrafia è un DSA, su base neurobiologica, che riguarda il segno grafico e non l'ortografia, anche se questa può venire penalizzata. La scrittura appare poco leggibile, lenta, maldestra, e il disturbo non è completamente recuperabile, anche se può essere a volte migliorato con adeguata riabilitazione. Le difficoltà grafomotorie, invece, sono dovute a cause contingenti come la complessità di situazioni scolastiche, affettive, culturali, ecc. e possono essere recuperate con un trattamento specializzato. La rieducazione della scrittura si avvale di tecniche scientifiche nate in Francia negli anni '60, ma il Metodo A.E.D. si allarga con i contributi delle neuroscienze e con la recente scoperta dei neuroni specchio in cui la base è "osservare per poter rifare". Nel volume viene evidenziato come la disprassia evolutiva e la disgrafia siano intimamente correlate. La rieducazione della scrittura è una tecnica individualizzata e una relazione di cura in cui gestire il colloquio in tutte le sue sfaccettature con i genitori, gli insegnanti e soprattutto con il bambino. È fondamentale il fine ultimo della rieducazione: restituire al bambino il piacere di scrivere. Disprassia: Eleonora Maria Accorinti. Colloquio: Anna Maria Castelli.
Disgrafia e dintorni. Rieducare il gesto grafico. Una proposta A.E.D.
| Titolo | Disgrafia e dintorni. Rieducare il gesto grafico. Una proposta A.E.D. |
| Autori | Marcella Nusiner, Caterina Caracciolo di San Vito, Valeria Mouchet |
| Argomento | Scienze Umane Pedagogia |
| Collana | Il gesto grafico nei bambini |
| Editore | Erga |
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| Pagine | 96 |
| Pubblicazione | 2019 |
| ISBN | 9788832980899 |
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