Le Storie Filippiche rappresentano uno dei perduti Graal della letteratura di Roma antica: una storia universale scritta in latino. Loro autore fu un uomo di origine gallica, Pompeo Trogo: proprio mentre Tito Livio componeva la sua monumentale Storia di Roma, scelse invece di narrare le vicende dei popoli più lontani, nel tempo e nello spazio. Al centro doveva spiccare la formidabile ascesa e caduta del regno macedone, da qui il titolo. Sfortunatamente, però, le Storie Filippiche sono andate perdute: tutto quello che ci resta è un Florilegio, composto qualche secolo dopo da un certo Giustino. La perdita è quindi parzialmente sanata? No: Giustino, pur limitandosi ad un'operazione apparentemente innocua come la selezione di brani, in realtà modifica nel profondo gli equilibri e le prospettive dell'originale. Il suo Florilegio, quindi, più che raccontarci la storia del mondo, rappresenta il biglietto di accesso a una camera delle meraviglie, in cui da ogni scaffale fa capolino qualcosa di stravagante: regine malvagie, sovrani obesi, bambini prodigio, fughe rocambolesche, passioni ed enigmi. Premessa di Giusto Traina.
Storie filippiche. Epitome da Pompeo Trogo. Testo latino a fronte
| Titolo | Storie filippiche. Epitome da Pompeo Trogo. Testo latino a fronte |
| Autore | Marco Giuniano Giustino |
| Curatore | A. Borgna |
| Argomento | Narrativa Classici |
| Collana | Classici greci e latini |
| Editore | Rusconi Libri |
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| Pagine | 760 |
| Pubblicazione | 2020 |
| ISBN | 9788818034554 |
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