Tra la fine del XIV secolo e l'inizio del XIV l'Italia settentrionale fu attraversata da un fermento culturale che vide impegnati alcuni laici, notai, giudici, cancellieri a ricercare e studiare testi
di autori classici, di cui spesso si era perduta memoria. Gli antichi manoscritti, custoditi nelle arche delle biblioteche capitolari e in monasteri periferici, vennero di nuovo trascritti e attentamente studiati. Queste prime indagini diedero frutti eccellenti e prepararono il terreno per le avventure filologiche di Francesco Petrarca. Figura chiave di questa età fu Benzo d'Alessandria, attivo nell'Italia settentrionale nei primi tre decenni del Trecento, a Milano, a Como e soprattutto a Verona. Egli riversò la sua cultura, eccezionalmente vasta, in una ponderosa compilazione storico-enciclopedica, in ventiquattro libri, elaborata intorno al 1320, conservata, almeno in parte, in un unico manoscritto.
Biografia dell'autore
In questo volume è tracciato un profilo di Benzo e della sua erudizione, straordinaria per i tempi in cui visse. Inoltre si offre la prima edizione integrale del libro ventiquattresimo del Chronicon, sui viri illustres dell'antica Grecia: tale sezione dell'enciclopedia riveste infatti uno speciale interesse per le numerose fonti di cui lo scrittore si avvalse. Si possono così meglio apprezzare le qualità di questo esponente del primo Umanesimo, che Remigio Sabbadini, padre della filologia medioevale e umanistica, consacrò come «il più genuino precursore italiano di Petrarca e Poggio».


