fbevnts La stele di Axum. Da bottino di guerra a patrimonio dell'umanità. Una storia italiana - Massimiliano Santi - Mimesis - Libro Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore
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La stele di Axum. Da bottino di guerra a patrimonio dell'umanità. Una storia italiana

La stele di Axum. Da bottino di guerra a patrimonio dell'umanità. Una storia italiana
Titolo La stele di Axum. Da bottino di guerra a patrimonio dell'umanità. Una storia italiana
Autore
Argomento Storia, Religione e Filosofia Storia
Collana Passato prossimo
Editore Mimesis
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 262
Pubblicazione 2014
ISBN 9788857521916
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Questa è la storia del monumento noto ai romani come obelisco di Axum, una stele funeraria di "granito bigio africano", dell'altezza di circa 23,5 metri e del peso di circa 152 tonnellate, proveniente dagli altopiani etiopici, o meglio dall'antica città di Axum, la "seconda Gerusalemme". Dopo la fine della guerra di occupazione italiana e la proclamazione dell'impero, il monumento, che giaceva in terra in cinque pezzi, fu prelevato e trasportato, tra grandi difficoltà, da Axum a Massaua, sul Mar Rosso, superando una distanza di circa 400 chilometri a forti dislivelli, lungo strade con curve a raggi minimi; di lì raggiunse l'Italia via mare e fu ricomposto nella Capitale, al Circo Massimo, ed inaugurato il 31 ottobre 1937, come splendida preda di guerra. Il trattato di pace del 1947 prevedeva per l'Italia l'obbligo di restituire, entro diciotto mesi, tutte le opere d'arte, gli archivi e gli oggetti di valore religioso o storico appartenenti all'Etiopia o ai suoi cittadini e portati in Italia dopo il 3 ottobre 1935, data di avvio della guerra di occupazione. La restituzione della stele di Axum, sostenuta a partire dagli anni Novanta, oltre che dalla mobilitazione etiopica, anche da una campagna internazionale, si è perfezionata il 25 aprile 2005, con un lungo e travagliato percorso diplomatico, spesso condizionato da omissioni e reticenze politiche, oltre che da vere o presunte difficoltà tecniche e finanziarie. Introduzione di Angelo Del Boca.
 

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