La teologia riveste ancora un ruolo centrale per l'esperienza cristiana? Nel corso dei secoli, numerosi sono stati gli strumenti utilizzati per interpretare il Mistero e offrire la possibilità di farne esperienza, dalle categorie ai loci theologici. Questi strumenti non sono oggi sufficienti davanti alla complessità del reale. Troppo è lo scarto tra il linguaggio comune, le molteplici esperienze di fede e le forme del teologico. Emerge allora la necessità di pensare a un nuovo strumento capace di unire la teoria e le pratiche, la forma e il contenuto, il singolo con l'insieme, e ancora: l'umano con il divino. I campi semantici rappresentano una risposta ideale a questa necessità grazie al loro potenziale unitivo e performativo. Il significato del singolo termine viene a formarsi attraverso le relazioni che egli stesso intesse con gli altri concetti, con l'esperienza della comunità credente e con la tradizione, offrendo così un'immagine del divino che risponde alle esigenze di unità e complessità. Prefazione di Stella Morra. Postfazione di Piero Coda.
La forma e il contenuto. Un ripensamento della teologia attraverso i campi semantici
| Titolo | La forma e il contenuto. Un ripensamento della teologia attraverso i campi semantici |
| Autore | Mattia Vicentini |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Religione |
| Collana | Teologia, 54 |
| Editore | Marcianum Press |
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| Pagine | 352 |
| Pubblicazione | 2025 |
| ISBN | 9791256271047 |
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