La teologia della disabilità è sorta negli Usa per criticare i modelli riduttivi in cui veniva pensata l'esperienza della menomazione sia in ambito filosofico che religioso. Si volle contestare l'attribuzione esclusiva di competenze assistenziali al mondo biomedico, sottrarre all'isolamento i soggetti disagiati e le loro famiglie, modificare il carattere disabilitante delle nostre società e della stessa chiesa cristiana e infine riconoscere che la sofferenza merita una prossimità rinnovata, esperta, sufficientemente finanziata dagli Stati. La teologia ha corretto le immagini gloriose, "normo-abili", onnipotenti, invulnerabili, impassibili del Dio di Gesù Cristo. Se questo Dio si è identificato nell'uomo di Nazareth, il profeta crocifisso, caduto negli inferi e risuscitato, siamo autorizzati a pregare e pensare un "Disabled God", che eternamente conserva le ferite di un corpo "spezzato" dal male, recependo nella vita trinitaria la passione del Figlio incarnato.
Il Dio disabile. Una teologia della vulnerabilità
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| Titolo | Il Dio disabile. Una teologia della vulnerabilità |
| Autore | Paolo Marino Cattorini |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Religione |
| Collana | Feritoie teologiche, 1 |
| Editore | Ancora |
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| Pagine | 156 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788851431181 |
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