Il volume – nel quale viene tracciato un vasto panorama della scienza statualistica di mezzo secolo – è inteso a cogliere i vari concetti di Stato (elaborati dalla dottrina) sulla base dei metodi che li hanno prodotti.
Questa analisi anzi offre assai più di quanto il titolo non prometta, dato che i metodi dell’Allgemeine Staatslehre non sono qui esaminati meramente in funzione della loro portata euristica, ma investono in modo diretto le principali tematiche della speculazione filosofica.
La ricerca esordisce infatti considerando i principi filosofici dai quali prende avvio il nuovo pensiero statualistico. Nell’ordine, i problemi: gnoseologico, ontologico ed etico.
Dopo un esame dei caratteri generali della dottrina dello Stato, nonché della prospettiva storica, a partire dall’illuminismo e dal romanticismo, l’analisi coglie la genesi del concetto di Stato, alla luce di una summa divisio, il cui criterio individuatore deve ricercarsi nell’unità o nella pluralità degli indirizzi metodologici che concorrono alla formazione del concetto di Stato.
Espressioni di un criterio monistico sono le nozioni di Stato prodotte in virtù del solo metodo giuridico – come nel caso della Scuola kelseniana – o del solo metodo sociologico, al quale possono ricondursi le teorie di Smend, di Heller e di Schmitt.
Espressioni di un criterio pluralistico – culminanti in un concetto composito di Stato – sono invece, tra le altre, le teorie di Jellinek, di Laun e di Nawiasky. Il lavoro si conclude con una penetrante analisi dell’approccio non dogmatico della political science di ispirazione anglo-sassone.
L’opera che qui si offre al lettore italiano costituisce un’esposizione sintetica, ma esaustiva, della problematica statualistica che – viva e vitale nel mondo mitteleuropeo – è venuta, in Italia, negli ultimi decenni, a dissolversi entro specifici campi disciplinari, senza poi ricomporsi in quella prospettiva storico-sistematica che è indispensabile al conseguimento di una necessaria visione d’insieme.
Biografia dell'autore
Peter Badura professore di diritto pubblico all’Università di Monaco di Baviera è autore di numerose monografie, tra cui segnaliamo: Verwaltungsrecht im liberalen und im sozialen Rechtsstaat, 1966; Wirtschaftsverfassung und Wirtschaftsverwaltung, 1971; Verfassungs-rechtliche Bindungen der Rundfunkgesetzgebung, 1980; Paritärische Mitbestimmung und Verfassung, 1985; Rundfunkfreiheit und Finanzautonomie, 1986; Die Parteienstaatliche Demokratie und Gesetzgebung, 1986; Staatsrecht, 1986; Der Schutz von Religion und Weltanschauung durch das Grundgesetz, 1989.


