L'idea che la creazione artificiale della vita sia una cosa perversa e blasfema - in una parola "innaturale" - è essenzialmente un costrutto culturale. Affrontare le attuali controversie su staminali, clonazione, modificazioni del corredo genetico e biotecnologie in generale senza studiare la storia culturale della "creazione della vita" è impossibile. Solo esaminando i miti e le leggende, da Aristotele a Paracelso, da Mary Shelley ad Aldous Huxley, dal Golem della tradizione ebraica al replicanti di "Blade Runner" e i modi in cui sono mutati nelle varie epoche possiamo capire i timori e i preconcetti che pullulano sotto la superficie di queste discussioni. Una ricerca che ha un punto d'arrivo: le ragioni per creare o meno esseri umani con mezzi "artificiali" si devono concentrare sulle intenzioni e sui risultati, sul loro effetto sulla vita di tutti noi e sulla società.
Non è naturale. Creazione e procreazione tra mito e scienza
| Titolo | Non è naturale. Creazione e procreazione tra mito e scienza |
| Autore | Philip Ball |
| Traduttore | L. Sosio |
| Argomento | Scienze Umane Scienze |
| Editore | Codice |
| Formato |
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| Pagine | 488 |
| Pubblicazione | 2013 |
| ISBN | 9788875783471 |
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