Perché un professionista della teologia, come PierAngelo Sequeri, si dedica con appassionato
interesse a un monaco morto un secolo fa nel Sahara, dopo aver condiviso l’esistenza degli abitanti del deserto e senza aver lasciato un discepolo o fatto un proselito? Che significato ha una vita così ‘inutile’? In realtà, Charles de Foucauld è per Sequeri uno dei profeti più incisivi destinati da Dio a questo tempo, al deserto del nostro Occidente secolarizzato. La vita – e la morte, violenta e casuale
– di fratel Carlo ha infatti irradiato con nitore incomparabile lo splendore del mistero di Nazaret. L’esistenza nascosta e silenziosa che Gesù vi passò per trent’anni ha un senso radicale e densissimo: Nazaret è il lavoro, la prossimità domestica, la condivisione della vita ordinaria da parte del Figlio di Dio. Così Gesù manifesta la comunione del Padre con l’umanità dell’uomo, annullando ogni distanza:
nessuno, neppure il più lontano, è escluso dall’ospitalità di Dio. E se la nuova evangelizzazione
dell’Occidente dovesse partire proprio da qui, dallo ‘stile’ che Charles de Foucauld esemplarmente incarna, a imitazione del Signore e della sua vita a Nazaret?
Biografia dell'autore
PierAngelo Sequeri insegna Teologia fondamentale alla Facoltà Teologica
di Milano. Membro della Commissione Teologica Internazionale, è autore di numerose
pubblicazioni, tra cui, con Vita e Pensiero, Il timore di Dio (1997), Senza volgersi
indietro (2000), L’umanità alla prova (2002), L’ombra di Pietro (2006).


