L'importanza essenziale del problema etico nella riflessione pedagogica, la convinzione che la formazione morale esprime l'essenza e l'obiettivo sintetico dell'educazione, sono le principali ragioni che inducono a riflettere sull'opera di Lawrence Kohlberg e sulle implicazioni educative di essa. Ma perché proprio il Kohlberg? Quali motivi sollocitano il pedagogista ad accostarsi all'opera di questo psicologo? I1 suo pensiero gode di considerevole anche se spesso superficiale diffusione nel contesto statunitense, ma è poco conosciuto fuori dai suoi confini e quindi anche in Italia. La teoria del Kohlberg presenta invero molteplici motivi di attenzione e il valore della sua riflessione postula una valutazione più attenta e complessa di quella che le è stata sinora rivolta.
Ai giorni nostri, l'importanza di uno sforzo di precisazione e di affinamento dei principi pedagogici e dei criteri metodologici sottesi all'attività formativa è messa in risalto dalla crescente richiesta di «autenticità dell'educazione», ossia di «recupero dell'educativo», legata alla disillusione conseguente a talune accentuazioni tecnicistiche, psicologiche e didatticistiche, tipiche di un facile ottimismo pedagogico. In questo senso, il Kohlberg esprime una concezione quasi «pragmatica» della psicologia, in virtù della quale quest'ultima è orientata alla riflessione e alla pratica educativa, e ha in essa la sua legittimazione. Nella sua teoria, il discorso pedagogico trova spunti significativi per ripensare all'educazione morale come a un fondamentale processo di umanizzazione e per riscoprire nella libertà il momento generativo e, al tempo stesso, il fine pratico del divenire educativo.
Biografia dell'autore
Renata Viganò è professore associato di Pedagogia all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Si è specializzata in Pedagogia sperimentale all'Università di Lovanio, dove ha svolto attività di ricerca e di insegnamento come visiting professor.


