«Ciò che bisogna opporre alla deriva distruttiva del business non è la ‘gratuità’, e neppure un’‘etica degli affari’ o un’‘economia del dono’, ma l’‘economia’, semplicemente l’economia, anche se deve essere un’economia all’altezza del suo stesso nome. Quest’ultima, per essere tale, è come obbligata a rispondere a un doppio imperativo: essa deve misurare e calcolare (non può mai procedere a caso: necessita di una ratio), ma al tempo stesso deve anche riconoscere che il suo calcolo (la sua ratio) è destinato per delle ragioni essenziali a misurarsi con l’incalcolabile ». Uno stimolante saggio filosofico che, partendo da un’analisi approfondita delle radici antropologiche dell’abitare umano, arriva a denunciare la perversione di molta «finanza creativa» e l’ingenuità delle diverse «etiche degli affari».
Biografia dell'autore
Silvano Petrosino insegna Teorie della comunicazione e Filosofia morale all’Università Cattolica di Milano e Piacenza. Tra le sue ultime opere ricordiamo: La scena umana. Grazie a Derrida e Lévinas (2010); Visione e desiderio. Sull’essenza dell’invidia (2a ed. 2010); Capovolgimenti. La casa non è una tana, l’economia non è il business (2a ed. 2011); L’esperienza della parola (Vita e Pensiero, 2a ed. 2011); Lo stare degli uomini. Sul senso dell’abitare e sul suo dramma (con E. Garlaschelli, 2012); Lo stupore (2a ed. 2012); Soggettività e denaro. Logica di un inganno (Milano 2012); Ripensare il quotidiano (Vita e Pensiero, 2012).




