«Nei miei libri tutto è artificio ... e lo spazio della scena è totalmente buio ... Nell'oscurità tutto diventa più chiaro» ha scritto Bernhard. Ed è dalle tenebre della torre di Amras, dove hanno trovato rifugio dopo essere scampati al suicidio della loro famiglia - concertato in una notte di Föhn -, che affiorano sotto i nostri occhi i fratelli K . e Walter. Avvinghiati l'uno all'altro, prigionieri di una «endogamia spirituale», uniti da un affetto che scaturisce dalla «reciproca avversione naturale», vivranno in quel luogo «un'unica notte senza sonno»: una notte attraversata, per noi lettori-spettatori, da un freddo bagliore, e da una domanda perenne, destinata a non avere risposta: «perché siamo costretti a vivere ancora?». Libro prediletto di Bernhard, presto dimenticato per la sua giovanile sfrontatezza e l'audacia compositiva - cui concorrono materiali disparati, pagine scritte da Walter nella torre, lettere, aforismi -, Amras ci sconcerta ancora oggi per la sua voce inaudita, come quella della «cornacchia congelata» che abita in queste pagine e in ognuno di noi, turbandoci «con la sua attenzione»: la coscienza.
Amras
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| Titolo | Amras |
| Autore | Thomas Bernhard |
| Traduttore | M. Olivetti |
| Argomento | Narrativa Narrativa contemporanea |
| Collana | Piccola biblioteca Adelphi, 829 |
| Editore | Adelphi |
| Formato |
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| Pagine | 104 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788845940736 |
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