Il complesso di San Zeno rappresenta uno dei principali fulcri della vita culturale, religiosa e artistica di Verona. Le progressive fortune di questo insediamento, che accolse una delle realtà benedettine più rilevanti del Nord Italia, si riflettono nella straordinaria quantità di opere d'arte e nelle complicate stratificazioni architettoniche succedutesi in più di un millennio di vita. La fase di maggiore sviluppo dell'abbazia si colloca fra l'XI e il XII secolo, quando furono integralmente riedificati il campanile, il corpo della basilica e il chiostro, secondo i modi del romanico: di questo periodo sono anche le opere di una dei principali artisti del momento, lo scultore Nicolò. Significative modifiche furono portate alla fabbrica fra XII e XIII secolo, con l'inserimento del rosone, ruota della fortuna, in facciata e con la costruzione della grande cripta in onore del santo patrono. L'ultima campagna di lavori si ebbe all'inizio del Trecento con la ricostruzione del chiostro e quindi, alla fine del secolo, con l'erezione del nuovo catino absidale. Proprio al centro del nuovo presbiterio, nel 1459 fu collocata la pala che l'abate Gregorio Correr commissionò a Andrea Mantegna.
La basilica di San Zeno
| Titolo | La basilica di San Zeno |
| Autori | Tiziana Franco, Fabio Coden |
| Argomento | Letteratura e Arte Arte |
| Collana | Quaderni delle Regaste, 13 |
| Editore | Cierre edizioni |
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| Pagine | 100 |
| Pubblicazione | 2019 |
| ISBN | 9788883149894 |
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