Antonio Querenghi fu figura di spicco sulla scena culturale e letteraria italiana tra la fine del Cinquecento e il principio del secolo successivo; colto e stimato diplomatico, egli visse tra la natale Padova e Roma, con brevi soggiorni presso la corte Farnesiana di Parma e il Castello Estense di Modena. Scrittore bilingue (in volgare e in latino), proprietario di una biblioteca privata fra le più ricche d’Europa, il Querenghi strinse rapporti con i filosofi e con i poeti, prestando ad essi il proprio aiuto e i propri consigli: da Francesco Patrizi a Torquato Tasso, da Galileo Galilei a Battista Guarini.
Questo volume attende a ricostruire sia la lunga vicenda biografica dell’umanista patavino, sia l’ampio catalogo delle sue opere, muovendo dalle pagine che al Querenghi dedicarono gli eruditi del Sei e del Settecento. La ricerca fissa con esattezza i tempi e i luoghi della vita querenghiana, ne definisce le amicizie e le frequentazioni, a partire dalla stagione universitaria padovana; porta quindi alla luce un percorso letterario e culturale con alcuni momenti di rilievo: dalle relazioni epistolari con Federico Borromeo alle scritture nei dintorni della scienza galileiana, dalle poesie latine scambiate col Tasso fino alle consulenze filologiche offerte dal Querenghi a difesa dei classici e dei moderni.
Biografia dell'autore
Uberto Motta è dottore di ricerca in Italianistica (letteratura umanistica). Dopo studi di perfezionamento all’estero, presso l’Università di Losanna e l’Università Cattolica di Lovanio, svolge la sua attività di ricerca presso il Dipartimento di studi medioevali, umanistici e rinascimentali dell’Università Cattolica di Milano.
I suoi interessi gravitano tra la letteratura italiana del Rinascimento e le forme della tradizione poetica contemporanea. Per le edizioni di Vita e Pensiero ha pubblicato la monografia Ritrovamenti di senso nella poesia di Zanzotto (1996). Suoi contributi sulla cultura letteraria romana e padovana nell’età di Galileo, a partire dagli scritti del Querenghi, sono apparsi sulle riviste «Italia medioevale e umanistica» e «Aevum».


