Tra il 1350 e il 1750 il mondo atlantico fu uno spazio di comunicazione tra Europa, Africa e Americhe: l'oceano Atlantico si trasformò da area di confine e di totale separazione fra i tre continenti in uno spazio fondamentale di scambi economici e culturali. Fino al XV secolo, africani, americani ed europei non sapevano nulla dell'esistenza degli altri due «mondi» e dei loro abitanti. Nell'area mediterranea arrivavano al massimo alcuni schiavi neri e vaghe notizie dei regni del Sudan portate dagli ebrei e dai musulmani nordafricani. Con l'epoca delle grandi scoperte transoceaniche, una serie di attività e di eventi congiunturali decisivi misero in moto la secolare espansione dell'Europa. I cinque paesi occidentali del «Vecchio Mondo» assoggettarono il «Nuovo Mondo» e integrarono l'Africa occidentale in un sistema commerciale finalizzato soprattutto a rifornire l'America di schiavi africani: l'America si popolò più di schiavi africani che di europei. L'Atlantico si trasformò in una sorta di mare interno tra la vecchia Europa e i nuovi territori europei d'oltreoceano e il loro comune partner commerciale, l'Africa occidentale.
L'Europa e il mondo atlantico (1350-1750)
| Titolo | L'Europa e il mondo atlantico (1350-1750) |
| Autore | Wolfgang Reinhard |
| Traduttore | C. Pasteris |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Storia |
| Collana | Piccola biblioteca Einaudi. Big |
| Editore | Einaudi |
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| Pagine | 288 |
| Pubblicazione | 2023 |
| ISBN | 9788806255220 |
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