fbevnts La memoria - tutti i libri della collana La memoria, Sellerio Editore Palermo - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 30
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Sellerio Editore Palermo: La memoria

Tutti qui con me

di Luisa Adorno

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 185

Mila Stella ritrae persone che hanno attraversato la sua vita, figure in movimento cui non fa mancare il suo sguardo a volte melanconico, a volte divertito, sempre sincero. Si va indietro nel tempo, al dopoguerra, al primo impatto con la Sicilia, e poi agli anni iniziali di insegnamento via via fino all'oggi. È lungo la strada che la Adorno percorre volti più noti e meno noti: Anna Banti, direttrice della rivista "Paragone" insieme al marito Roberto Longhi; Carlo Muscetta, l'insigne italianista; Luciano Dondoli, filosofo crociano; Rosario Assunto, professore di estetica; Niccolò Gallo, filologo e critico; Gugliemo Petroni, poeta e scrittore. Tutta la nostra vita, sembra dire la Adorno "è presente in noi in ogni momento, il passato è sempre 'adesso' indipendentemente dal fatto che lo sappiamo o no" (K. Brandys) . Su tutto e tutti svettano i paesaggi della Adorno, i suoi "luoghi dell'anima", Pisa, e la Toscana, Roma, ma soprattutto la Sicilia e Catania, "fu proprio quel mondo, così diverso dal mio, in cui mi trovai, a esasperare il bisogno di raccontare che da sempre espletavo a voce".
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Il manoscritto di Shakespeare

di Domenico Seminerio

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 339

Un vecchio maestro elementare che vive in una cittadina della Sicilia propone a un noto scrittore la trama di un romanzo. L'argomento riguarda Shakespeare. Il maestro è convinto che il drammaturgo fosse in realtà un siciliano, costretto dai casi della vita e emigrare e cambiare nome. La teoria non è nuova ma il maestro afferma di avere prove certe e preferisce affidare al romanziere, già affermato, la sua scoperta. Lo scrittore - che racconta in prima persona - dapprima è diffidente, poi si lascia convincere e coinvolgere: scriverà la storia di Michelangiolo Florio, alias William Shakespeare. Ma quella che racconta è invece la storia di Gregorio, scalognato ed eroico maestro elementare in pensione, tanto fermo nelle proprie convinzioni da sfidare il fanatismo. Ed è una vicenda complessa e tempestosa nella quale entrano in gioco vari personaggi, ma anche i servizi segreti britannici e la mafia locale. Il documento che prova la sicilianità di Shakespeare passa di mano in mano: rubato da due giovani sprovveduti finisce nelle mani di un boss e poi in quelle della figlia che vorrebbe disfarsene perché ha già causato troppe morti.
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Lettera a D. Storia di un amore

di André Gorz

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 68

Gérard Horst, questo il suo vero nome, viennese, incontra Dorine, giovane attrice inglese, nel 1947 in Svizzera dove lui si er
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Il tulipano nero

di Alexandre Dumas

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 335

Siamo nei Paesi Bassi, alla fine del Seicento
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L'autopompa fantasma

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 352

Stoccolma, 1968. Alla periferia della città, in una vecchia casa in legno a due piani, scoppia un incendio devastante. Il poliziotto Gunvald Larsson, il più antipatico della squadra guidata dal commissario Martin Beck, riesce a salvare eroicamente alcune vite ma non può evitare la morte di quattro persone. Il poliziotto non si trova lì per caso: è lì da ore, a sorvegliare le mosse di un piccolo criminale che abita proprio nell'edificio e che è una delle vittime. Tutti gli indizi, soprattutto i rubinetti del gas aperti, lasciano pensare che l'incendio sia scoppiato in seguito a un gesto disperato dell'uomo. Ma un piccolissimo dispositivo ad orologeria trovato dalla scientifica quando il caso sta ormai per essere archiviato, dimostra che l'incendio è doloso e che il criminale è stato assassinato. Le indagini appurano che appena scoppiato l'incendio qualcuno ha avvertito i vigili del fuoco, ma l'autopompa non è mai arrivata sul posto. Perché?
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L'amico gesuita

di Mario Soldati

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 190

Soldati viaggiava in terza classe, non per fare esperienza o raccogliere materiale, ma per risparmiare. Eppure nei grandi scompartimenti pieni d'aria e di luce, dove ogni segreto era impossibile e capitavano mille incontri e mille incidenti, sono nati personaggi e storie di alcuni dei suoi racconti più belli. Come quelli raccolti ne "L'amico gesuita", l'antico compagno di scuola diventato Padre della Compagnia di Gesù, che Soldati riconosce nello svolazzo della veste, nella letizia contenuta e tranquilla, nella mimica tutta speciale del gesuita contento, che solo chi è stato in collegio dai preti può cogliere. Poi gli altri racconti racchiusi in tre quaderni: "Quaderno di viaggio" (il poliziotto del sud che lavora a Torino, "un uomo anche lui"; il pregiudicato che ritorna a casa dopo una vita di galera...), "Quaderno di malato": quattro racconti su medici e medicine che potrebbero essere stati scritti oggi, e "Torinesi", narrazioni ambientate nella aristocratica capitale sabauda dove le signore sono felici di parlare ogni tanto in francese e di mangiare la erre. Soldati si muove "nello spirito della commedia ma avvistando o sfiorando il tragico".
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I divoratori

di Annie Vivanti

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 533

I divoratori sono i giovani geni destinati a consumare, generazione dopo generazione, chi è loro più vicino e più li ama. Con questo libro, il suo riconosciuto capolavoro, pubblicato prima in inglese e poi riscritto in italiano nel 1911, Annie Vivanti, singolare figura di scrittrice e protagonista della vita pubblica letteraria, fortemente di genere, circondata dalla fama e seguita dai pettegolezzi, riconquistò, dopo un ventennio, il mercato librario italiano, per non lasciarlo più fino alla morte. È una saga al femminile di impronta nettamente autobiografica: si succedono figure di figlie, geniali, a loro volta madri, che divorano spiritualmente, sacrificando a sé chi diede loro la vita: Nancy, la poetessa, poi la figlia Anne-Marie, enfant prodige del violino, e infine il figlio di questa nel quale anche la musicista si annulla per produrre nuovo genio. Ciò che colpisce di questa scrittrice, è la suggestiva capacità di trascinare il lettore in ambienti che nascondono il loro sapiente esotismo, la loro dosata miscela di dramma e commedia avventurosa lievemente inebriante, nel vissuto dell'autobiografia. Finzioni e cose viste realmente, difficilmente distinguibili, confuse dal brillante profilo di una donna abilissima a fare di se stessa una narratrice e insieme anche un personaggio: "il" personaggio.
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La divina foresta

di Giuseppe Bonaviri

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 181

La pubblicazione della "Divina foresta" (1969) fu propiziata da Giorgio Caproni, con un suo dettagliato parere di lettura: "Una suggestiva historia naturalis ambientata in una remotissima Sicilia agli albori della creazione, è il tema, svolto in chiave tra lucreziana e, al limite opposto, perfino kipliniana, di queste pagine che il lettore, da un capo all'altro, segue con mai rallentato interesse e, diciamolo pure, con innegabile incanto poetico. Protagonista è la vita stessa, o, per meglio dire, è un'entità vivente e "cogitante" dapprima indeterminata nella propria larvale forma e quindi, dopo una breve stagione vissuta vegetalmente, sotto la definitiva specie d'un avvoltoio e precisamente d'un filosofico avvoltoio, che nulla ha in sé della ferocia che il nome evoca ma che anzi è nutritissimo di classica saggezza (la greca in primo luogo) e che a suo modo disegna nell'arco della propria avventura (la perdita della compagna lo spinge, fino all'estenuazione, alla ricerca d'un messaggio iperuranico oltre i confini dell'isola d'oro, oltre gli oceani e addirittura verso l'irraggiungibile luna, in un alternarsi di roventi esaltazioni e di nere ipocondrie che rasentano le più moderne nevrosi) l'arco della nostra umana inquietudine di fronte al nostro stesso esistere e morire".
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La misura delle cose

di Eduardo Rebulla

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 211

Tea, studentessa alla vigilia della laurea in storia dell'arte, vive con Julio in un'isola al largo della Spagna. Sono gli anni in cui quel paese è ripetutamente sconvolto dalle sciagure: una petroliera affondando ha inquinato le coste in modo devastante; un attentato terroristico a Madrid provoca morte e distruzione. Coinvolta nei soccorsi Tea conosce una giovane coppia, con la quale stringe una solida amicizia, tanto da finire per trascurare Julio. Ma c'è un altro dramma nella sua vita; la ragazza ha un fratello, Nick, mercante d'arte, ora immobilizzato da una grave malattia. Nick chiede alla sorella di essere aiutato a morire. Sua moglie, credente, si rifiuta di farlo e ostinatamente prega sperando nella guarigione. Dopo un forte contrasto interiore Tea finisce per aderire alla richiesta del fratello: lo porta con sé nella sua casa in Spagna e lì, delicatamente, lo elimina. Poi, assolta la propria missione che la apparenta ad Antigone, Tea ritroverà il proprio equilibrio e continuerà l'attività del fratello. La storia tocca problemi cruciali: la violenza, compresa quella perpetrata a danno della natura; il rapporto di coppia, il terrorismo, l'eutanasia. Ed è su quest'ultima che si focalizza l'attenzione del lettore grazie anche alla tecnica narrativa che alterna al racconto ampi brani tratti da libri, giornali, referti medici.
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All'ombra di mio padre. Infanzia milanese

di Alberto Vigevani

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 180

"La memoria, rivale in questo dei sogni, per arricchire luoghi che ci sono cari" scrive in questo libro Alberto Vigevani. Non bisogna credere che sia questa una giustificazione per essersi troppo abbandonato alla fantasia o alla visione in questi itinerari sul filo dei ricordi. Al contrario la precisione minuziosa è la cifra di queste rappresentazioni della Milano com'era, subito dopo la Prima guerra mondiale, sorprendentemente ancora contigua alla grassa campagna padana, tutta estroversa nelle strade in cui si ricama la rete dei rapporti commerciali e umani, brulicante dell'attivismo di piccoli mestieri artigianali, con i cartelloni pubblicitari capaci ancora di suggestionare fantasie infantili, e soprattutto irrorata dalle vene dei navigli non ancora sotterrati su cui ricadono e pescano le vegetazioni dai muri di cinta delle case patrizie. Ma c'è una seconda cifra: è la poesia del vissuto personale. Sono pellegrinaggi di un bambino, tenuto per mano da suo padre, che passa velocemente come scorrendo davanti a una scena teatrale o a un set cinematografico, e scopre le sorprese, le tentazioni, gli incanti della città. Sui quali il ritratto del padre, splendente rappresentante di una sicura ed elegante borghesia ebraica degli anni Venti del Novecento, si sovrappone quasi in un fotomontaggio, un volto in trasparenza sulla cartolina della città. Un racconto che contrappone la capacità evocativa di persone e situazioni alla fugacità di momenti di cui "siamo in pochi a serbare il ricordo".
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Scrivano Ingannamorte

di Francesco Laudadio

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 292

Questo libro "è un romanzo - scrive Andrea Camilleri nella prefazione - ma, anche un saggio storico, un poema in prosa, un racconto epico". Da leggere "con piena, totale disponibilità a seguirlo nei suoi percorsi, nel suo libero trascorrere da una storia all'altra, nei suoi sbalzi di tono, abbandonandosi al fluire ora disteso ora tumultuoso di un narrare che pare voler mimare il corso imprevedibile e capriccioso della storia". Il narratore, segretario di una Camera del Lavoro di un paese pugliese che racconta a un giornalista dei suoi avi e di se stesso, porta un antico soprannome: Scrivano Ingannamorte. E rappresenta una specie di eterno popolano meridionale, lo spirito umanamente perenne della movimentata, a tratti ferina e grottesca, vicenda della lotta di classe nel Sud. Come un eternauta del ribellismo disperato dei cafoni, va avanti e indietro nel tempo, incarnandosi di volta in volta nel seguace del cardinale Ruffo antifrancese e antigiacobino, o nel brigante in lotta contro l'occupante sabaudo amico dei signori, o nel capopopolo delle leghe socialiste contro la prepotenza proprietaria, o nel sindacalista agrario alla Di Vittorio negli anni del secondo dopoguerra. Libero di fluttuare nel tempo, mostra la dimensione picaresca, materialistico-visionaria di una parte importante della storia sociale e civile. Scritto di getto nel 1977 fu scoperto dopo la morte di Francesco Laudadio, che fu giovanissimo responsabile del "lavoro nelle campagne" del Pci barese e sceneggiatore e regista cinematografico.
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I Promessi sposi. Un esperimento

di Giorgio Bassani

editore: Sellerio Editore Palermo

pagine: 152

Un Bassani inedito, questo: un trattamento per il cinema, che è un racconto lungo; una insospettata "storia milanese", che dia
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