Sellerio Editore Palermo: La memoria
Il canto dell'orco
di Furio Bordon
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 404
1970. Luca Simoni promette un grande avvenire di giornalista. Cronista di nera tiene la città in palmo di mano ed è capace di arrivare sul luogo del reato anche prima della polizia. Però, benché abbia solo ventisette anni, inizia a insinuarglisi dentro una depressione, un disgusto, un mal de vivre che si presenta con la sensazione, ogni volta, di un che di essenziale che gli sfugge. E a questo punto della sua vita che, una notte, incontra un personaggio indecifrabile: Martino Mozzati, noto anche come "il boia di Cavalla". Arruolato in un reparto di SS italiane tra il '43 e il '45, ha sulla coscienza la morte di cinquanta persone durante una repressione antipartigiana e per questo crimine è stato condannato e poi amnistiato. Negli anni successivi ha vissuto nell'ombra, quasi nascondendosi al marchio infamante della sua colpa. Adesso lo si accusa di un nuovo sconvolgente delitto e lui, che ha deciso di darsi alla latitanza, vuole rendere pubblica la sua versione dei fatti e anche la storia della propria vita. A questo scopo ha scelto Luca Simoni. Per il giornalista è un'occasione da non perdere, e non tanto per il vantaggio professionale di un'esclusiva clamorosa, quanto per afferrare, una volta, un lembo di quella verità umana che ormai gli sembra sempre una materia sempre impenetrabile e sfuggente. Comincia cosi il viaggio nella vita carogna di un mastodonte violento, divoratore di energia propria e altrui, un anarchico nero amorale, capace di feroce crudeltà e delicata tenerezza.
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Chi è il mio prossimo
di Adriano Sofri
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 353
Il volume contiene tre parti, fra loro collegate dalla stessa domanda sullo stato del mondo - più esattamente: sulla fine del mondo - e sulla combinazione fra memoria e smemoratezza. Un capitolo si chiede che cosa sia davvero quella "eterogenesi dei fini" che, nonostante l'astrusità, è diventata così ricorrente nella pubblica conversazione. E che conseguenze abbia l'idea che i risultati delle azioni umane non corrispondono, e spesso tradiscono e rovesciano, gli scopi da cui sono partite, sul modo di pensare alla politica, e di praticarla. Un capitolo si interroga sull'ottimismo, dunque sul pessimismo. Sull'effetto che la lontananza e la vicinanza, e la grandezza e la piccolezza, esercitano sulla compassione per le sciagure umane. Un ultimo capitolo ripubblica la "Lettera a un aspirante terrorista" (maggio 2007) ed esamina i commenti turbolenti che ha suscitato, raccontando una serie sorprendente di precedenti, e mostrando i capricci della memoria pubblica e privata.
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Rosso taranta
di Angelo Morino
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 173
Protagonista di questo romanzo è un professore universitario che intraprende un viaggio nel Salento, la terra delle "tarantate", incuriosito da una tradizione che conosce attraverso le pagine di Ernesto de Martino, il maggiore antropologo italiano del Novecento che al Salento ha dedicato la fondamentale opera "La terra del rimorso". Ma chi sono le tarantate? Sono le contadine che, morse da un ragno (la "taranta") durante la raccolta del grano, colte da lancinanti dolori e smanie, sarebbero curabili solo con la musica ritmata di tamburelli e violini che le fa danzare senza sosta. La narrazione corre però anche su un secondo binario: siamo nel 1959 e questa volta protagonista è proprio Ernesto de Martino, ritratto, insieme alla sua équipe, negli stessi luoghi e nelle stesse circostanze. Nell'alternanza fra la prima e la seconda narrazione, molti sono i confronti impliciti: il Salento come luogo di transito dei disperati del mondo e il Salento come pezzo del sud chiuso e immobile, il disturbo psichico senza tutele efficaci e quello gestito nel nucleo parentale, un certo disfacimento della struttura universitaria e una diversa concezione del sapere accademico, una sessualità all'insegna dell'omoerotismo che dirompe e un'altra sessualità all'insegna del ritegno.
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Papa Giovanni
di Gian Carlo Fusco
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 156
Nel 1956 Fusco conobbe a Venezia il cardinale Angelo Roncalli; fu un amico giornalista a presentarlo all'allora patriarca della città lagunare. Insieme si recarono al Palazzo patriarcale: fu un incontro come fra vecchi amici, Roncalli offrì del buon vino bianco, conversò amabilmente, non si mostrò preoccupato della "laicità" di Fusco, lo ringraziò addirittura per un articolo malizioso che il cronista aveva dedicato ai frati francescani. A quell'incontro ne seguirono altri, tutti cordiali, come fra vecchi amici, il cardinale raccontava episodi della sua vita, aneddoti su santi, affrontava discussioni sulla Chiesa, sempre sorridente e a tratti ironico; incontri che dovettero segnare profondamente Fusco se il 4 giugno del 1963 si ritrovò con migliaia di persone in piazza San Pietro nel corteo che accompagnava la salma di Giovanni XXIII.
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Il valletto di Napoleone
di Louis-Constant Wairy
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 341
"So bene che ai lettori interessa solo ciò che riguarda il grand'uomo al cui servizio mi ha condotto il destino per sedici lunghi anni durante i quali non mi sono praticamente mai separato da lui". I ricordi di Constant, valet de chambre di Napoleone, posseggono una particolare amabilità più settecentesca che ottocentesca (malgrado iniziati a pubblicare a partire dal 1830). Il narratore è un puro testimone di tutto ciò che vide dal colpo di Stato del 18 Brumaio 1799 alla caduta dell'Imperatore, e non celebra se stesso. Il gossip e il sensazionale sono naturalmente estranei dai suoi interessi; come pure esclusa è di giudicare il ruolo storico e di spiegarne l'enigmatica grandezza. Niente vizi privati e pubbliche virtù, in altri termini, né servo encomio e codardo oltraggio. Constant fa ciò che sa fare, cioè raccontare giorno per giorno il Napoleone intimo e segreto perché lontano dagli occhi estranei, che si offriva genuino alla sua cura: così realizzando l'impresa romanzesca straordinaria di restituirci quello che il personaggio storico vela: l'uomo. Ciò non significa che Imperatore e battaglie, audacie del genio e costrizioni delle circostanze siano esclusi, che manchino colpi di scena ed episodi sconosciuti e sorprendenti, che siano censurati i tratti scabrosi e tragici, solo che sono visti, appunto, dalla chambre, da dove Napoleone il Grande usciva e tornava a ritirarsi un uomo semplice.
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Le ali della sfinge
di Andrea Camilleri
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 265
Non è un buon momento per il commissario Montalbano: con Livia continui litigi, incomprensioni ingigantite dalla distanza, nervosismo. Passato e futuro si ammantano nei suoi pensieri di una vaga nostalgia. E in una di queste serate di malinconia viene chiamato d'urgenza. In una vecchia discarica è stato trovato il cadavere di una ragazza. Nuda, il volto devastato da un proiettile, niente borse o indumenti in giro. Solo un piccolo tatuaggio sulla spalla sinistra - una farfalla - potrebbe favorire l'identificazione della donna. Parte l'indagine con un Montalbano svogliato, stanco di ammazzatine. Ma il caso lo trascina: ci sono altre ragazze con una farfalla tatuata sulla scapola, sono tutte dell'Europa dell'est, hanno trovato lavoro grazie all'associazione cattolica "La buona volontà" che le ha salvate da un destino di prostituzione. Montalbano non è persuaso. C'è qualcosa di poco chiaro all'interno di quell'organizzazione benefica? E mentre l'inchiesta va avanti, il commissario è incalzato da ogni parte: dal vescovo, che non ammette ombre su "La buona volontà", dal questore, che non vuole dispiacere al vescovo, da Livia che vuole partire con lui per ritrovarsi. Tutto si muove sempre più velocemente, alla ricerca della soluzione e il commissario ha fretta, di concludere, di andarsene.
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Ungheria 1956. Il cardinale e il suo custode
di Clemente Manenti
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 186
"Il nome è cambiato ma l'uomo è lo stesso". Se non fosse passato per la tragedia ungherese e per la morte, il caso Antonio Pallavicini - alias Antál Pálinkás - potrebbe essere venuto dall'umorismo di Gogol': il destino sarcastico di un uomo che decise di cambiare nome perché il suo, così aristocratico, gli sembrava ormai estraneo alla sua identità, e finì schiacciato da quel nome abiurato. La vicissitudine, maturata nel contesto della rivoluzione del 1956, vale come un simbolo dell'attitudine tirannica a fare della carta d'identità non scelta - quando si è nati e dove, da che famiglia, di che sesso e religione - una colpa, e dell'identità scelta una trama sospetta, da castigare. Antonio Pallavicini (1922-1957), figlio di un marchese ungherese di antiche origini italiane, aveva rinnegato il proprio nome e i propri avi con tutte le forze, per una regolare carriera di ufficiale dell'esercito. La sorte lo designò a eseguire l'ordine di scarcerazione del cardinale primate d'Ungheria Mindszenty. Ciò bastò a travolgere il leale Pálinkás-Pallavicini nella sceneggiatura della vendetta comunista, nella parte del traditore smascherato. In questa minuziosa ricostruzione di un avvenimento capricciosamente lugubre e poco noto, l'illusione quasi pirandelliana dell'alias Pálinkás offre una lente limpida per rivedere la ribellione di un popolo, che credette possibile la libertà e l'autogoverno.
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La burla di primavera con altre fiabe, e prose sparse
di Piero Calamandrei
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 155
"Calamandrei dal signor Preside!": ingenuamente (nel senso nobile che gli dava un altro insigne uomo civile commemorandolo: "un "ingenuo" in Parlamento") corrono i ricordi di Piero Calamandrei, in un toccante lindore di stile e di pensiero. E sembrano, queste fiabe, queste prose memorialistiche (tra cui la bellissima "Il lago e la Pia"), qualcosa del passato e della terra di Toscana casualmente appartenutogli, che lui si dispone lietamente a rendere. Era connaturato alla sua moralità un sentimento della propria esistenza come luogo di passaggio di idee, di ideali, di valori, di "storia" da restituire agli altri in opere e parole: "Niente di mio" è il titolo di una lunga dedica, "Il Ponte" quello della sua rivista. Le prose letterarie raccolte in questo libro sono sparse nell'ordine del tempo, dagli anni Dieci ai primi anni Quaranta. Parte di una produzione minore che accompagnò le più ricordate opere giuridiche e l'impegno per il progresso civile nel foro e in Parlamento. Ma più che minore, è una produzione dilettevole e parallela; Calamandrei non nascondeva la tenace vocazione alla letteratura, quasi presupponendola come mezzo di conoscenza all'altro operare: "un varco segreto per accedere ai nascondigli dell'anima vera, per rompere la cerchia dei cuori umani".
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Piccolo Cesare
di William R. Burnett
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 277
Con "Piccolo Cesare", del 1929, siamo all'origine stessa del romanzo criminale. Assieme a "Giungla d'asfalto", l'altro capolavoro di Burnett, costituisce il modello e l'icona di ogni narrazione della giornata del gangster: "brulicante, sporca, fracassona, freneticamente viva" come la metropoli moderna, suo ambiente naturale. Da entrambi i romanzi, infatti, vennero insuperabili classici della cinematografia realistica americana; espressioni gergali nacquero dalle perfette metafore dei due titoli, capaci di sintetizzare in un'immagine l'intero universo criminale. Ed è interessante notare che, nati dall'osservazione dichiaratamente oggettiva, "verista" della realtà sociale, i due romanzi hanno certamente influenzato perfino la saggistica sociologica sull'argomento, almeno nelle scelte espressive e nella ricostruzione delle atmosfere. "Piccolo Cesare" è il ritratto di un boss, Rico Bandello, nell'arco della sua avventura: eccezionalmente capace, inesorabilmente freddo, professionalmente estraneo a ogni valutazione etica, straordinariamente fortunato. L'intenzione dichiarata dell' autore era di descrivere l'immagine del mondo vista con gli occhi di un gangster" raccontando la storia "in modo che l'azione stessa parlasse". Ma c'è anche qualcosa di più. Tacito ed evidente come una scultura, c'è un tipo umano in tutto il suo spessore psicologico; e in tutta la sua tragedia: essere comunque sconfitto, dover sempre ricominciare.
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L'uomo al balcone. Romanzo su un crimine
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 273
Stoccolma è sconvolta da una serie di omicidi a sfondo sessuale. Le vittime sono delle bambine innocenti, adescate mentre giocano nei parchi della città. I pochi testimoni le hanno viste intrattenersi amichevolmente con un uomo. Evidentemente l'assassino riesce a guadagnare la loro fiducia. Il commissario capo della polizia di Stoccolma Martin Beck coordina la squadra degli investigatori tra intuizioni e problemi personali dei suoi uomini, e le incertezze e i ricordi suoi propri. Beck, come diceva Maigret di se stesso, "non pensa mai"; segue tenace e pesante le tracce che il lavoro gli porge: il lavoro di strada, sui testimoni fortuiti e distratti, sugli ambienti che si riesce a circoscrivere. E aspetta che qualcosa succeda nell'inchiesta: ed è questo, aspettare, la sua abilità principale; insieme alla memoria. Magari qualcosa a cui nessuno aveva badato all'inizio che si connette a un nuovo indizio.
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L'incredibile storia di un cranio
di Giuseppe Bonaviri
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 146
"L'incredibile storia di un cranio" racconta, fra fantasia e scienza, la storia di una biologa catanese che cerca, insieme a un collega cretese, di fondere un fiore e un volatile. In questo romanzo, si mescolano elementi scientifico-realistici ed elementi fantastici eppure legati ad un modo di vita tradizionale, rurale. Con una nota di Salvatore Silvano Nigro.
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Marion artista di caffè-concerto
di Annie Vivanti
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 159
Come Marion, anche Annie Vivanti prima dei vent'anni era stata un'artista di café chantant; e con Marion, adolescente ed amorale stellina delle ribalte, nasce il suo primo, più celebre e longevo personaggio, che nella finzione letteraria incarna l'anima della sua autrice. Il pubblico decretò il successo del romanzo proprio grazie alle pieghe morbose di questa storia di perdizione, nonché per gli aspetti autobiografici che conteneva, mentre un condizionamento moralistico impedì all'establishment della letteratura di accettarlo in tutto il suo valore. Eppure quest'opera senza morale e senza lieto fine possiede una eccezionale attualità, perché tratta di un personaggio estremo, raccontato col realismo di chi vive la scena come dall'interno dell'anima di chi la vive.
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