Skira: StorieSkira
Identity men. Gli uomini e le donne che hanno difeso il patrimonio culturale italiano (1943-1951)
editore: Skira
pagine: 288
Ricostruendo le biografie dei componenti britannici e americani della sottocommissione Monuments, Fine Arts and Archives (i no
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Falsari illustri
di Harry Bellet
editore: Skira
pagine: 128
"Quando Thomas Hoving, ex direttore del Metropolitan Museum di New York, dichiarò nel 1997 che il 40% delle opere nel suo muse
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Capolavori rubati
di Luca Nannipieri
editore: Skira
pagine: 192
"Crocifissi, pale d'altare, ostensori, candelabri, turiboli, arredi funerari, urne cinerarie, statuette votive, bassorilievi,
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Lo scrittore inglese
di Masolino D'Amico
editore: Skira
pagine: 92
Una nuova storia incuriosisce il nostro amico De Witt Henry III, ricercatore maldestro ma entusiasta: quella dei primi grandi
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Rimbaud e la vedova
di E. Franzosini
editore: Skira
pagine: 91
"II 1875 è un anno cruciale nella vita di Arthur Rimbaud
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Il canale dei cuori
di Giuseppe Sgarbi
editore: Skira
pagine: 168
Dopo tre titoli coronati da un importante successo di pubblico e di critica, Giuseppe "Nino" Sgarbi - classe 1921 - ritorna: n
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Picasso. Uno, nessuno e centomila. Un'antologia
editore: Skira
pagine: 203
Il genio assoluto e la fortissima personalità di Pablo Picasso lo hanno reso un'icona assoluta del Novecento, non solo nel mon
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Cronache dell'anno 1918
di Isaak Babel'
editore: Skira
pagine: 89
"Noi non abbiamo né soccorsi né prontezza di soccorso
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Splendore a Shanghai
di Gianfranco Manfredi
editore: Skira
pagine: 443
Tra gli anni Venti e Trenta Doremì, giovane pianista di provincia, improvvisa colonne sonore dal vivo in un piccolo cinema di
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Il mistero Arnolfini. Indagine su un dipinto di Van Eyck
di Jean-Philippe Postel
editore: Skira
pagine: 123
Il "Ritratto dei coniugi Arnolfini" dipinto da Jan van Eyck nel 1434 è il celeberrimo oggetto di questa indagine, un'opera che
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Last words
di Gabriele Tinti
editore: Skira
pagine: 104
Last words è una raccolta di found poems. Il disegno concettuale che la presiede è drammatico: restituire il lirismo degli istanti ultimi. Con questo obiettivo Gabriele Tinti ha composto in una collettanea, in un unico, lungo, doloroso, commovente, poema della realtà, le ultime parole di persone comuni che hanno scelto di suicidarsi. Parole organizzate dall'autore in forma di epitaffio collettivo e riportate fedelmente, senza alcuna modifica di sorta, privandole così di qualsivoglia patetico tentativo d'immedesimazione, di finzione, di artificiosità letteraria. Letali, terribili, lucide, scritte come urlo, come grido, in serenità, con consapevolezza, in pace. Sono parole che contengono tutta la complessità terribile della vita. Nel loro essere ultime, conclusione d'ogni comunicazione, d'ogni slancio vitale, testimoniano la più autentica difficoltà dell'essere uomini. Il libro contiene i saggi di Derrick de Kerchkove e Umberto Curi ed è arricchito dalle immagini di morti per suicidio di Andres Serrano tratte dalla scandalosa serie The morgue.
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