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Vita e pensiero: Università/Storia/Storia medievale

Legati e delegati papali

Profili, ambiti d'azione e tipologie di intervento nei secoli XII-XIII

di Maria Pia Alberzoni

editore: Vita e pensiero

pagine: 408

I saggi raccolti in questo volume sono il frutto di un workshop internazionale organizzato nel quadro del progetto PRIN 2007:
30,00

1046-1250 Pensiero e sperimentazioni istituzionali nella 'Societas Christiana'

Atti della sedicesima Settimana internazionale di studio - Mendola, 26-31 agosto 2004

di Giancarlo Andenna

editore: Vita e pensiero

pagine: 888

Pensiero e sperimentazioni istituzionali nella ‘Societas Christiana’ (1046-1250): il volume pone al centro della riflessione la molteplicità dei processi intervenuti nei secoli XI-XIII nei diversi ambiti della ‘Societas Christiana’, volti al consolidamento delle istituzioni civili, ecclesiastiche, religiose, politiche e sociali, che fornirono i connotati essenziali dell’Occidente europeo. La tematica si riallaccia alle precedenti Settimane di studi medievali della Mendola, che Cinzio Violante aveva ideato per individuare il formarsi delle strutture organizzative della cristianità medievale, con l’idea di cogliere nella ecclesiologia la pietra di paragone dell’autocoscienza ecclesiale. Le «Settimane» del Passo della Mendola, che si sono susseguite con cadenza triennale dal 1959, rappresentano per i medievisti uno dei grandi appuntamenti di rilevanza internazionale. Le «Settimane» hanno contribuito in maniera decisiva allo studio delle strutture e degli ideali della societas christiana dei secoli XI e XII, talora aprendo nuovi ambiti di ricerca storiografica. I volumi dei relativi Atti, arricchiti dall’apparato degli indici dei nomi propri, delle fondazioni ecclesiastiche, dei manoscritti e delle cose notevoli, costituiscono uno strumento indispensabile per lo studio di un aspetto assai significativo della civiltà medioevale.
55,00

"Philosophi" e "Logici"

Un ventennio di incontri: Soissons, Sens, Cluny (1121-1141)

di Pietro Zerbi

editore: Vita e pensiero

pagine: 212

Questo volume raccoglie i frutti di un lungo e intenso lavoro di ricerca e di riflessione attorno a una vicenda particolarmente densa di significato nella cultura medioevale: quel complesso di scontri e incontri teologici che ebbero rispettivamente in Pietro Abelardo e Bernardo di Chiaravalle le personalità simbolo, incarnazione di due diversissimi modi di intendere la filosofia e la teologia. Abelardo esponente di una linea di pensiero che privilegiava la logica e la dialettica, Bernardo maestro di una retorica imbevuta di Sacra Scrittura. Sullo sfondo sta la problematica dei differenti e talora contrastanti modi in cui la nuova cultura delle scuole e la tradizione monastica avevano riproposto il messaggio cristiano in forme di pensiero filosofiche e teologiche, in modelli di vita spirituale, in strutture scolastiche. Da un lato la teologia monastica, concreta e inserita nella realtà, mirava alla costruzione di un itinerario personale verso Dio fatto di preghiera e contemplazione; dall’altro la teologia scolastica ricercava, nel rigore astratto del sillogismo, risultati impersonali e universali, che potessero imporsi grazie alla ragione. Due atteggiamenti antitetici, a prima vista, oggetto di scontri accesi, ripensamenti, controversie e opposte valutazioni. O forse, come mette in luce l’acuta e paziente ricostruzione di Pietro Zerbi, semplicemente due voci, distinte ma complementari, dello stesso spirito alla ricerca di Dio, ciascuna con una propria validità e una propria funzione all’interno della Chiesa. Così, il conflitto che storicamente si produsse tra i due approcci di Bernardo e di Abelardo, nel momento culminante e cruciale del Concilio di Sens, avrebbe trovato soluzione e sintesi a Cluny, nella sapienza di Pietro il Venerabile, fondata sulla carità che tutto compone e di tutto sa cogliere l’autentico valore: dell’ascesa a Dio secondo la tradizione monastica, e del libero e audace sforzo del pensiero.
20,00

Roma antica nel Medioevo

Mito, rappresentazioni, soprevvivenze nella "Respublica Christiana"

editore: Vita e pensiero

pagine: 605

Uno dei temi centrali per la comprensione e lo studio del mondo medioevale è quello dell’eredità e della sopravvivenza di Roma antica tra il IX e il XIII secolo. Si tratta di una questione complessa, dalle molteplici sfaccettature, che solleva alcuni interrogativi rilevanti. Come si integrano lo spazio memoriale e le tradizioni della capitale del paganesimo negli ideali e nelle strutture dell’età cristiana per eccellenza? Quale immagine ne è trasmessa ai secoli di mezzo e quali aspetti e realtà ne sono recepiti, dimenticati o volutamente respinti e obliterati? Queste e altre simili domande hanno guidato le riflessioni condotte da medievisti di fama internazionale nel corso della XIV Settimana di studio, tenutasi al Passo della Mendola (Trento) nell’agosto 1998, i cui Atti sono qui pubblicati. Le diverse relazioni muovono dalla rappresentazione ideologica dell’impero e del potere alla sfera del diritto, dalla agiografia alla liturgia, dalla politica alla profezia, attraverso l’elaborazione teologico-filosofica, l’arte, la poesia, la storiografia e le testimonianze cartografiche. Esse mettono in luce le linee di un percorso difforme, non suscettibile di risposte univoche e chiavi d’accesso universali, che si attua con passo diseguale e talora inverso, in ordine ai differenti ambiti. E tuttavia Roma – non importa se per il tramite di successive metamorfosi, nelle quali la città degli apostoli si accompagna o si sovrappone a quella dei Cesari – si conferma, anche per questi secoli, presenza viva, sempre rinnovantesi, e luogo cardinale dell’immaginario collettivo.
47,00

Tra umanesimo e 'devotio'

Studi di storia monastica raccolti per il 50° di professione dell'Autore

di Giorgio Picasso

editore: Vita e pensiero

pagine: 260

Ricomposto col preciso intento di offrire un segno tangibile di stima e amicizia a dom Giorgio Ricasso nel giorno anniversario del suo 50° di professione monastica (1949-1999,15 agosto), il libro raccoglie quattordici studi sul tema del rinnovamento monastico verificatosi in Italia fra ‘300 e ‘400. Nella prima parte il Ricasso dà risalto alla figura di Ludovico Barbo, documentando il posto assegnato sia agli studi sia alla preghiera nella riforma monastica propagatasi da S. Giustina di Padova a tutta Italia. In tale contesto, sono indagati gli impulsi spirituali e culturali del movimento, nel tentativo di penetrarne l’anima, di risalire allo spirito che lo ha suscitato, e cogliere – attraverso la consonanza della spiritualità del riformatore, la spiritualità dell’Imitazione di Cristo e gli orientamenti più diffusi nei vari ambienti ‘devoti’ del ricchissimo sec. XV – il vero significato della presenza del celebre libellus devotus et utilis nell’ambiente di S. Giustina. Il secondo gruppo di saggi è dedicato alla nova platatio che ebbe vita con la congregazione di Monte Oliveto, sorta tra le crete senesi, nel 1319, per opera del b. Bernardo Tolomei. L’attenzione è rivolta alla spiritualità, all’osservaza del giovane ordine monastico che, con la Certosa, tenne alto in Italia l’onore del monachesimo nella nera età del Trecento, suscitando stima e apprezzamento nei circoli dell’umanesimo più sensibile. Infine, la terza parte, costituita da quattro studi determinati a fare emergere l’importanza della cella domestica negli orizzonti spirituali della nuova religiosità femminile, ben rappresentata da due sante come Caterina da Siena (1380) e Francesca Romana (1440), vicinissime ai monaci di Monte Oliveto. Complessivamente, un viluppo di legami, risonanze e tendenze, intrecciato col preciso intento di offrire in una silloge unitaria un serto di contributi rispondenti al rinnovato convergere degli interessi, da parte di uno dei maestri della storiografia monastica italiana, un periodo cerniera per la storia della cultura e della spiritualità europea.
19,00

Cieli e terre nei secoli XI-XII

Orizzonti, percezioni, rapporti. Atti della tredicesima Settimana internazionale di studio Mendola, 22-26 agosto 1995

editore: Vita e pensiero

pagine: 404

Le Settimane internazionali di studi medioevali, che l’Università Cattolica del Sacro Cuore promuove e organizza nella residenza estiva del Passo della Mendola (Trento) con un ritmo triennale, a cominciare dall’estate del 1959, sono ormai giunte alla tredicesima edizione. Dopo vari cicli, sempre incentrati nei secoli XI e XII, prevalentemente dedicati alle istituzioni di vertice e di base della societas christiana dell’Occidente, la tredicesima Settimana si è mossa verso nuovi campi di ricerca, affrontando le problematiche connesse ai modi e al significato con cui la coppia primaria cielo-terra si configura nelle percezioni dell’uomo del Medioevo. Si è scelto di esplorare tali realtà non da un singolo punto prospettico, bensì in una pluralità di universi rappresentativi – dalla speculazione filosofico-teologica al romanzo e alle saghe, dalla trattatistica scientifica alle fonti liturgiche e alla cartografia –, che, pur comunicanti, privilegiano accezioni del binomio sostanzialmente diverse. Uno spettro tanto allargato costituisce il principale motivo di interesse di questi Atti: appunto il confronto di aree differenziate, oltre a consentire di meglio precisarne i reciproci influssi e le matrici caratterizzanti, concorre a restituirci un’immagine più completa del pensiero e della mentalità di questi secoli, ricomponendo il cosmo che essi si erano configurati.
34,00

La pastorale della Chiesa in Occidente dall'età ottoniana al concilio lateranense IV

editore: Vita e pensiero

pagine: 504

La pastorale occupa un posto di primo piano nell’autocoscienza della Chiesa dopo il Vaticano II. Si tratta davvero di una ‘rivoluzione’, di una rottura con la tradizione e con un tempo nel quale la cura animarum non aveva avuto il posto che avrebbe meritato, oppure anche nel passato le istituzioni ecclesiastiche cercarono di intercettare i motivi più profondi della religiosità dei fedeli? Se ciò avvenne, con quali modalità si declinò il rapporto fra la gerarchia ecclesiastica e il popolo cristiano? La Regola Pastorale di Gregorio Magno fu uno dei testi più trascritti e diffusi nel medioevo, a dimostrazione della centralità di questo aspetto nella definizione dei compiti che la Chiesa avvertiva come prioritari, ma che cosa significava ‘azione pastorale’ in un contesto dominato dall’esigenza di cristianizzare vaste porzioni della popolazione europea, come accadde nell’alto medioevo, oppure, a partire dal secolo XI, dal bisogno di fronteggiare la diffusione delle eresie? Quali erano i requisiti necessari per essere abilitati all’esercizio della cura d’anime e quale posto aveva la predicazione dei carismatici? Vescovi, monaci e canonici, per rispondere a queste sfide, misero in atto gli strumenti ereditati dalla tradizione, mentre il papato, in coincidenza con l’affermazione del primato romano, elaborava una concezione della pastorale orientata verso l’affermazione della cosiddetta ‘monarchia pontificia’. Fondamentali anche le forme di comunicazione utilizzate dalla Chiesa, nelle sue diverse articolazioni, per trasmettere il messaggio cristiano in un contesto caratterizzato da un forte plurilinguismo. Agiografia, sermoni, testi di diritto e manuali per confessori offrono indicazioni preziose agli esperti di fama internazionale qui riuniti a dibattere questi temi, nella prestigiosa tradizione delle «Settimane della Mendola» organizzate dall’Università Cattolica. Le «Settimane» del Passo della Mendola, che si sono susseguite con cadenza triennale dal 1959, rappresentano per i medievisti uno dei grandi appuntamenti di rilevanza internazionale. Le «Settimane» hanno contribuito in maniera decisiva allo studio delle strutture e degli ideali della societas christiana dei secoli XI e XII, talora aprendo nuovi ambiti di ricerca storiografica. I volumi dei relativi Atti, arricchiti dall’apparato degli indici dei nomi propri, delle fondazioni ecclesiastiche, dei manoscritti e delle cose notevoli, costituiscono uno strumento indispensabile per lo studio di un aspetto assai significativo della civiltà medioevale.
42,00

Deus non voluit.

I Lombardi alla prima crociata (1100-1101). Dal mito alla ricostruzione della realtà

di Giancarlo Andenna

editore: Vita e pensiero

pagine: 314

L’arcivescovo Anselmo IV da Bovisio e la classe dirigente nobiliare del Regnum Longobardorum, guidata dal conte Alberto di Biandrate e dal conte Alberto di Parma, raggiunsero Costantinopoli nel 1100. Uniti a gruppi di milites legati a Rainaldo di Saint Gilles e a contingenti di cavalieri tedeschi e della Francia settentrionale, marciarono verso il cuore della potenza musulmana (il Khorasan) per conquistarne la capitale, Baghdad. Il disegno strategico era straordinario; notevoli erano l’organizzazione e l’armamento dell’esercito dei cavalieri lombardi. I primi scontri con i turchi furono vittoriosi; i crociati conquistarono alcune fortezze e la città di Ankara. Tuttavia la spedizione finì in tragedia. Circondati, fra le aride montagne dell’Anatolia, dalle forze degli emirati musulmani che avevano ritrovato l’unità politica, stremati dal caldo e dalla sete, i crociati furono più volte attaccati. Tentarono la sorte con un’impegnativa battaglia, il cui esito rimase incerto. Molti lombardi, fra cui l’arcivescovo, furono gravemente feriti o morirono. Nella notte, presi dal panico, i cavalieri abbandonarono il campo e i pedoni, che vennero sterminati dai turchi. La causa di tale fallimento non va però ricercata nello scarso coraggio o nella carente organizzazione dei lombardi, ma piuttosto nella forza unitaria dei principati turchi e nella difficoltà dei crociati ad adattarsi alla tecnica militare degli avversari che faceva largo uso di arcieri armati con potenti archi cornei e di osso. È questa la novità principale emersa dall’analisi dei fatti presentata durante il convegno «I Lombardi alla prima crociata (1100-1101). Dal mito alla ricostruzione della realtà», tenutosi a Milano nel dicembre 1999, i cui atti vengono pubblicati nel presente volume.
25,00

Anselmo IV da Bovisio arcivescovo di Milano (1097-1101)

Episcopato e società urbana sul finire dell'XI secolo

di Alfredo Lucioni

editore: Vita e pensiero

pagine: 258

Nello scorcio del secolo XI si attenuò la intensa conflittualità che per alcuni decenni aveva sconvolto Milano
23,00

Dove va la storiografia monastica in Europa?

Temi e metodi di ricerca per lo studio della vita monastica e regolare in età medievale alle soglie del terzo millennio

di Giancarlo Andenna

editore: Vita e pensiero

pagine: 549

Lo studio della storia degli ordini religiosi medievali di matrice monastica o canonicale ha vissuto negli ultimi due decenni del XX secolo profonde trasformazioni metodologiche, che hanno influenzato le tematiche, oggetto di indagine, e le interpretazioni tradizionali. Questo volume, i cui saggi spaziano sull'intera area europea e nord americana, indagando le origini e gli sviluppi delle primitive congregazioni monastiche e dei maggiori ordini religiosi medievali, vuole essere una testimonianza della vivacità del dibattito che molti studiosi ebbero a Brescia nel marzo 2000, e insieme uno stimolo per le future ricerche. Emerge come gli studi istituzionali, socioeconomici, culturali, liturgici, agiografici e canonistici sulla quotidianità religiosa di coloro che vivevano secundum Regulam necessitino di conoscenze maggiori nell'ambito delle fonti, che in molti casi sono ancora inesplorate. È in questo senso che gli autori dei saggi qui raccolti auspicano che i giovani studiosi siano indirizzati verso l'esplorazione degli archivi, i cui documenti vanno tuttavia interpretati sulla base delle acquisizioni storiografiche emerse durante l'incontro di Brescia. Appaiono così alcune indicazioni che possono illuminare gli studi di questo settore per gli anni futuri, utili ai ricercatori universitari, ma anche a quanti si dilettano di storia locale di monasteri e canoniche.
41,00

Le cronache medioevali di Milano

editore: Vita e pensiero

pagine: 216

Nel panorama delle fonti che permettono di conoscere l’età medievale, le cronache costituiscono una risorsa importantissima, ma non facile da trattare: il condizionamento del genere letterario è spesso notevole, per la loro duplice valenza di veicolo di informazioni e di testi letterari. Talvolta meno affidabili dei documenti come fonti storiche in senso stretto, le cronache presentano tuttavia una molteplice possibilità di approcci, che ai documenti è in genere preclusa. Nel caso di Milano, in particolare, il materiale cronachistico medievale è ampio, ma non ancora adeguatamente indagato; la maggior parte dei testi è inedita o pubblicata in edizioni ormai obsolete, e soltanto per pochi di essi sono disponibili studi recenti. Il presente volume riporta gli interventi tenuti in una Giornata di Studio organizzata nell’ottobre 1998 dalla Fondazione Stelline. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto fra studiosi impegnati da anni nell’indagine e nell’edizione di questi testi; i loro contributi, ora pubblicati, offrono una veduta poliedrica, sul versante storico come su quello letterario, della produzione cronachistica milanese fra XI e XV secolo – da Arnolfo a Galvano Fiamma, da Bonvesin da la Riva a Bernardino Corio – e propongono alcuni approfondimenti originali, spesso su terreni ancora in parte inesplorati.
17,00

Mediterraneo medievale

Cristiani, musulmani ed eretici tra Europa e Oltremare (secoli IX-XII)

editore: Vita e pensiero

pagine: 204

Cristiani, musulmani ed eretici sono i protagonisti di questo volume, i cui saggi spaziano nell’ambito del Mediterraneo tra IX e XIII secolo. È all’interno di questa cornice ideale che vengono delineate mentalità e situazioni storiche di particolare rilievo: dai giudizi sull’‘altro’ espressi dai cristiani dell’Italia meridionale nel IX secolo, a quelli formulati da parte musulmana in Spagna tra X e XI secolo; dalla produzione storiografica medievale legata alla prima crociata, alle caratteristiche della dominazione latina in Oltremare; dalla riflessione medievale genovese sulla partecipazione della città ligure alle crociate, agli echi e alle interpretazioni in seno alla Cristianità di un grande evento bellico oltremarino; infine, la crociata contro gli albigesi viene rivisitata alla luce di un autore contemporaneo agli eventi. L’attenzione rivolta alle fonti a disposizione dello storico costituisce un ulteriore elemento unificante dei saggi qui raccolti, che mostrano la viva esigenza di rintracciare la specificità di ogni fonte, pur sempre all’interno di un contesto più generale che aiuti a comprenderne senso e portata. Ne risulta un quadro complesso e articolato che vede fedi, culture e poteri diversi confrontarsi e talora duramente scontrarsi.
17,00

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