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Adelphi: Fabula

Tutto quello che è un uomo

di David Szalay

editore: Adelphi

pagine: 402

Nove uomini, in diverse età della vita, dall'adolescenza alla vecchiaia
22,00

Atti umani

di Han Kang

editore: Adelphi

pagine: 208

Una palestra comunale, decine di cadaveri che saturano l'aria di un «orribile tanfo putrido»
19,00

Cacciatori nel buio

di Lawrence Osborne

editore: Adelphi

pagine: 277

Una vincita insperata in un casinò sul confine tra la Cambogia e la Thailandia, e Robert, un giovane insegnante inglese in vac
19,00

Compulsion

di Meyer Levin

editore: Adelphi

pagine: 592

Oggi ricostruire fatti di sangue è diventato un intrattenimento di massa - più o meno l'unico, si direbbe
28,00

Io una volta abitavo qui

di Rhys Jean

editore: Adelphi

pagine: 160

La prosa tagliente, rarefatta, la spietata onestà, l'allarmante esibizione dei meandri più bui dell'io: sono i tratti essenzia
16,00

Nella perfida terra di Dio

di Omar Di Monopoli

editore: Adelphi

pagine: 205

Da tempo, al nome di Omar Di Monopoli ne sono stati accostati alcuni altri di un certo peso: da Sam Peckinpah a Quentin Tarant
18,00

Babilonia

di Yasmina Reza

editore: Adelphi

pagine: 158

In un posto chiamato Deuil-l'Alouette (che, tradotto alla lettera, sarebbe «Lutto-l'Allodola»), un posto qualunque nella perif
17,00

Annie John

di Jamaica Kincaid

editore: Adelphi

«Il genio ha molte sorprese, e una di queste è la geografia» ha scritto Derek Walcott a proposito di Jamaica Kincaid
14,00

Acqua viva

di Clarice Lispector

editore: Adelphi

pagine: 95

«Da un mistero è venuta, verso un altro è partita
14,00

Il gaucho insopportabile

di Roberto Bolano

editore: Adelphi

pagine: 158

Il 30 giugno 2003 Roberto Bolan?o, gravemente malato (sarebbe vissuto solo altre due settimane), volle consegnare personalmente al suo editore questo libro, che fu il primo ad apparire dopo la sua morte e rappresenta una sorta di testamento spirituale e letterario. Il lettore scoprirà cinque racconti tra i più belli dello scrittore cileno: la storia dell'avvocato bonaerense che abbandona tutto per andare a vivere nel deserto insieme ai gauchos, i bovari della pampa; quella del topo poliziotto (nipote della famosa cantante Josefine del racconto di Kafka) che si aggira nella rete sterminata delle fogne alla ricerca di un feroce assassino; quella dello scrittore argentino che va a Parigi per incontrare un misterioso regista che forse è il suo doppio, e si ritrova a far l'amore con una puttana «come se tutti e due non sapessero fare altro che amarsi» - per citarne solo alcune. Chiudono il volume due conferenze: nella prima Bolan?o parla apertamente, e in modo struggente, della malattia e dell'approssimarsi della morte; la seconda è una definitiva resa dei conti, in forma di violento, sarcastico, a tratti irresistibile pamphlet, tra lui e quella «specie di Club Méditerranée» che sono gli scrittori (soprattutto sudamericani) la cui unica dote è la cosiddetta «leggibilità» - ed è al tempo stesso una veemente dichiarazione di amore per la letteratura.
18,00

Il dottor No

di Ian Fleming

editore: Adelphi

pagine: 269

Dopo cinque romanzi, Ian Fleming confessò al suo amico Eric Ambler di avere finalmente capito quali fossero gli ingredienti base per una delle sue (delle loro) storie: «ragazze nude, spie, e armi nucleari», meglio se ospitate sulla stessa isola. Di isole adatte al sesto episodio di 007 Fleming ne aveva visitate parecchie, e la più attraente era senz'altro Great Inagua, nelle Bahamas: colonie di uccelli rari protetti dalla Audubon Society, grandi paludi, mangrovie, granchi giganti assai temibili - e guano ovunque. Anche la trama era già pronta, bastava prendere un trattamento per la televisione americana di qualche anno prima, mai realizzato, in cui Fleming aveva ipotizzato che una misteriosa, potentissima organizzazione criminale possedesse apparecchiature in grado di deviare i missili intercontinentali americani. Bisognava solo trovarle un capo, magari prestandogli qualche tratto di un cattivo per antonomasia, il dottor Fu Manchu, e il gioco era quasi fatto. Cosa mancava? Ah già, le ragazze nude, almeno una. Be', qui Fleming giocava sul sicuro, tanto da potersi permettere di non aspettare gli arzigogolati rituali di accoppiamento del suo 007, presentandoci Honeychile, appena uscita dall'acqua, nella stessa veste in cui, da allora, è impossibile non continuare a immaginarla.
18,00

L'enigma dell'arrivo

di Vidiadhar S. Naipaul

editore: Adelphi

pagine: 412

"L'enigma dell'arrivo" è nello stesso tempo un'intensa meditazione autobiografica e una delle più ipnotiche narrazioni della maturità di Naipaul. Tutto ruota intorno al luogo in cui lo scrittore si insedia al suo ennesimo ritorno in Inghilterra: un cottage nella valle del Wiltshire che solo un breve viottolo separa dall'incanto arcano di Stonehenge, i cui antichi tumuli "profilati contro il cielo" si intravedono dal varco di una siepe. Da qui - da questo osservatorio opaco e metafisico, dove cupi parchi secolari convivono con autostrade solcate da camion colorati come giocattoli - lo scrittore scruta e ricorda, in un unico flusso. Scruta la comunità circostante (mungitori, contadini, piccoli imprenditori e giardinieri in tweed) come un microcosmo ibernato in una "rete di risentimenti reciproci", di gente infelice che per sopravvivere deve restare "cieca alla propria condizione". E ricorda le tante sequenze del suo passato di nomade e apolide, dalla Trinidad romantica e perduta della sua infanzia (un universo "di campi di canna da zucchero e di capanne e di bambini scalzi") a una Londra "estranea e sconosciuta", che gli porterà - tra i doni taumaturgici - una passione febbrile per Charles Dickens. L'esito è un percorso umano e intellettuale di disillusione radicale, in cui Naipaul - immettendo nella propria cadenza un inconsueto timbro malinconico - trova il solo appiglio e la sola vera patria in una tortuosa vocazione di scrittore.
24,00

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