Bollati Boringhieri: Nuova Cultura
La pittura veneziana del Quattrocento
I Bellini e Andrea Mantegna
di Pächt Otto
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 259
Uno dei più grandi storici dell'arte del Novecento rilegge in modo originale la straordinaria stagione della pittura veneziana
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Guerra totale
Tra bombe alleate e violenze naziste. Napoli e il fronte meridionale 1940-1944
di Gribaudi Gabriella
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 657
La riflessione sui bombardamenti e sulle guerre è sempre stata, soprattutto in Italia, vittima di interpretazioni influenzate
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Lavorare con piccoli indizi
di Lavagetto Mario
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 346
I saggi che compongono questo libro obbediscono a una strategia comune: indagare un testo letterario muovendo dalla convinzion
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Storia della deportazione dall'Italia 1943-1945
Militari, ebrei e politici nei lager del terzo Reich
di Mayda Giuseppe
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 408
Nel libro Mayda ripercorre le vicende della deportazione, sottolinea il ruolo della Repubblica sociale italiana, che fu di com
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Textus testis
Lingua e cultura poetica dalle origini
di Folena Gianfranco
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 334
Il volume offre uno spaccato complessivo dei due secoli che in Italia non solo hanno visto la nascita e il consolidamento di u
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Viaggio in Italia
di Sade Francois De
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 422
Il viaggio in Italia del marchese de Sade si svolse nel 1775-76
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Nascita di una religione
Le origini del cristianesimo
di Bonanate Ugo
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 216
La figura di Gesù, il carattere delle più antiche comunità cristiane, l'invenzione della Chiesa: i primi due secoli della stor
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Autopsia di un falso. I «Diari» di Mussolini e la manipolazione della storia
di Mimmo Franzinelli
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 278
Da oltre cinquant'anni diari attribuiti a Mussolini compaiono e scompaiono, in scenari che coniugano affarismo e sconsiderato revisionismo storico. Il punto di svolta è segnato, nel novembre 2010, dalla pubblicazione dei Diari di Mussolini (veri o presunti) 1939: cinque agende rinvenute dal senatore Marcello Dell'Utri in Svizzera sono presentate come la rivelazione del "volto umano" del duce, pacifista e amico degli ebrei, intimamente avverso a Hitler e preoccupato soltanto della "sua" Italia. Un testo, insomma, che - se fosse vero - costringerebbe gli storici a riscrivere la biografia di Mussolini e a reinterpretare le vicende del Novecento. Mimmo Franzinelli lo smonta con gli strumenti dell'analisi testuale e della ricerca storiografica e svela che si tratta di un manufatto fabbricato da specialisti in apocrifi mussoliniani. Un'indagine rigorosa mette in evidenza incongruenze, anacronismi ed errori che caratterizzano i presunti diari e ne dimostra l'assoluta inverosimiglianza. Il lettore apprenderà, tra l'altro, quali sono le fonti - dai diari di Ciano ai quotidiani del regime - cui i falsari hanno generosamente attinto per la stesura di quelle pagine. "Autopsia di un falso" raffronta inoltre la vicenda editoriale dell'agenda 1939 con i falsi diari di Hitler lanciati nel 1983 dal gruppo editoriale Stern e illustra caratteri e modalità della massiccia operazione mediatica che ha accompagnato la pubblicazione dei Diari mussoliniani.
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I canoni dello sguardo. Storia della cultura visiva tra Oriente e Occidente
di Hans Belting
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 302
Esistono vicende, nella storia umana, che hanno una dirompenza più inappariscente dei grandi sconvolgimenti, ma un rilievo e una durata ben maggiori. Per comprenderne le vere dimensioni sono d'ostacolo gli specialismi non dialoganti e gli arroccamenti sugli spalti identitari. Ce lo insegna in modo esemplare l'invenzione della prospettiva, argomento tra i più studiati di una storia dell'arte. Con mossa felicissima, Hans Belting spariglia le carte e mette in prospettiva la prospettiva stessa. Grazie alla sua indagine si chiariscono le alleanze tra pratiche pittoriche, dottrine artistiche, conoscenze scientifiche, e soprattutto si svela la fecondità di un paradosso: all'apice della sua fioritura, l'Occidente definì il canone percettivo, attraverso il quale ci appropriamo del mondo sotto forma di immagine, attingendo a una teoria della visione concepita quattro secoli prima da un matematico arabo nativo di Bassora, Alhazen, in un contesto religioso islamico che bandiva le immagini perché giudicate contraffazioni blasfeme della creazione di Dio. Lo scarto temporale e i travisamenti dei traduttori propiziarono inopinatamente, sulla questione nevralgica delle consuetudini visive, il cortocircuito tra due civiltà che avrebbero poi acuito la reciproca lontananza. Civiltà dello sguardo, quella occidentale, fondata sul primato dell'occhio e sulla sovranità del soggetto osservatore. Civiltà che privilegia la luce, quella araba, fedele al grafismo non iconico dell'ornamento.
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